29/11/2010, 00.00
AFGHANISTAN
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Rischiano la pena di morte due afghani convertiti al cristianesimo

Sono detenuti da giugno in attesa del processo. Una televisione locale ha mostrato afghani che recitano preghiere cristiane e ricevono il battesimo. La legge vieta la conversione dall’Islam ad altra religione. Intervista a padre Moretti, parroco dell’unica chiesa cattolica del Paese.

Kabul (AsiaNews) – Due afghani accusati di essersi convertiti al cristianesimo sono detenuti e rischiano la condanna alla pena di morte.Din Mohammad Quraishi, procuratore per Kabul occidentale, spiega che Musa Sayed e Ahmad Shah sono detenuti a Kabul in attesa del processo, “accusati di conversione a un’altra religione, che per la Legge Islamica è un reato. Se dimostrato, essi rischiano una condanna a morte o all’ergastolo”.

Pare che Sayed, che lavora per la Croce Rossa Internazionale, abbia confessato e che ci siano “prove” sicure contro l’altro. I due sono stati arrestati alla fine di maggio e all’inizio di giugno, dopo che una televisione locale ha mostrato un gruppo di persone recitare preghiere cristiane in lingua Parsi e alcune ricevere il battesimo, in una casa privata. Le televisione ha anche mostrato alcune persone fare proselitismo, attività vietata nel Paese islamico.

Bijan Frederic Farnoudi, portavoce a Kabul della Cri, ha confermato che Sayed lavora dal 1995 per loro e che lo ha potuto visitare in carcere.

Anche il governo sta svolgendo indagini, a seguito delle quali ha sospeso due gruppi di aiuti umanitari, il Norwegian Church Aid (di ispirazione ecumenica protestante) e lo statunitense Church World Service (che raccoglie gruppi cristiani protestanti, ortodossi e anglicani).

La Costituzione afghana, approvata dopo la cacciata nel 2001 del regime talebano, proibisce la conversione dall’Islam a un’altra religione, punita anche con la condanna a morte. Per simili conversioni non ci sono comunque state esecuzioni negli ultimi anni.

Padre Giuseppe Moretti, parroco dell’unica chiesa cattolica in Afghanistan, la cappella interna all’ambasciata italiana a Kabul, dice ad AsiaNews di non essere al corrente della vicenda, ma esclude con certezza che i due arrestati siano convertiti cattolici.

“Nel Paese – spiega – non ci sono afghani islamici battezzati da un sacerdote cattolico, perché il proselitismo è vietato dalle leggi dello Stato. La Chiesa cattolica è presente nel Paese dal 1923 con il mandato di occuparsi della comunità cattolica internazionale qui presente e lo ha sempre rispettato alla lettera”. Padre Moretti non commenta la legge che vieta la conversione, dice solo che la comunità cattolica l'ha sempre rispettata.

“Qui sono presenti anche le Piccole sorelle di Gesù di Charles Foucault, le suore di Madre Teresa e le suore della Comunità Interreligiosa, e anche loro rispettano questo divieto. Noi diamo testimonianza della nostra fede solo con l’impegno della nostra vita”.

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