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» 04/12/2008 16:12
ARABIA SAUDITA – ISLAM
Rischio attentati e problema alloggi per i fedeli diretti alla Mecca
Al tradizionale pellegrinaggio islamico parteciperanno oltre 2 milioni e mezzo di musulmani: 1 milione e 750 mila stranieri e 750 mila sauditi o immigrati nel regno. Livello di allerta massimo per il pericolo di attentati, ma le vere minacce sono traffico, occupazione abusiva di suolo pubblico e la ricerca di una stanza.

Mecca (AsiaNews/Agenzie) – Saranno oltre 2,5 milioni i musulmani di tutto il mondo che dal 6 dicembre si riuniranno alla Mecca per celebrare l’Hajj, il tradizionale pellegrinaggio islamico che costituisce il quinto dei pilastri dell’islam. Gli stranieri previsti si aggirano attorno al milione e 750mila, ai quali si uniranno altri 750mila cittadini sauditi o lavoratori immigrati nel regno.

Due i problemi che il governo saudita dovrà affrontare per garantire il regolare svolgimento del pellegrinaggio: il pericolo di attentati, anche se non vi sono al momento specifiche minacce, e il problema della logistica, che spazia dall’accoglienza dei pellegrini al traffico caotico della città, dall’occupazione abusiva di suolo pubblico al pagamento della tassa prevista per il pellegrino.

Il pellegrinaggio è stato sovente segnato dal sangue, per la folla immensa che preme per tutte le strade della città, oltre che nei luoghi più propriamente religiosi. Nel 2006 oltre 364 persone sono morte nel corso del rito della “lapidazione del diavolo” – che prevede il lancio di sassi contro immagini del demonio – e 76 per il crollo di un ostello. Morti sono stati causati anche da manifestazioni o attentati: il più grave è probabilmente quello del 1979, quando centinaia di persone – il numero esatto non si è mai saputo – perirono in seguito all’attacco di un gruppo di fondamentalisti che riuscirono ad impadronirsi della Grande moschea.

Sul fronte sicurezza il principe Naif, ministro saudita dell’interno, fa sapere che le forze dell’ordine sono pronte ad affrontare qualsiasi tipo di minaccia e sapranno garantire la sicurezza dei fedeli durante il pellegrinaggio. “Non abbiamo informazioni specifiche [di minacce] – afferma il ministro – ma abbiamo preso tutte le precauzioni del caso”. Egli si augura anche che venga “rispettata la santità dell’evento” e nessuno metta in pericolo la vita dei fedeli musulmani.

I maggiori problemi arrivano invece dal versante della logistica: a causa dell’impennata dei prezzi degli alloggi durante la stagione del pellegrinaggio, molti fedeli improvvisano soluzioni di fortuna. Circa 500 pellegrini siriani, imitati da un altro sparuto gruppetto, ha preso in affitto le aule di una scuola privata della città, senza il permesso ufficiale delle autorità.

I responsabili dell’ordine pubblico hanno fatto inoltre sapere che non sarà possibile piantare tende attorno ai luoghi sacri e per le vie della città, perché causano problemi al traffico e alla sicurezza dei cittadini. Saeed Al-Qahtani, direttore dei reparti speciali addetti all’ordine pubblico, sottolinea come “le tende usate dai pellegrini che bivaccano per le strade ostruiscono il traffico e causano grossi problemi agli altri fedeli”. Le tende impediscono il passaggio delle ambulanze e dei reparti del pronto intervento e ostacolano l’assistenza ai fedeli colti da malore durante il pellegrinaggio. L’occupazione abusiva di suolo pubblico, fra l’altro, è contraria alla Sunna e ai precetti di Maometto. Il direttore dei reparti di sicurezza lancia infine l’allarme incidenti: l’aumento delle auto in circolazione, aggravato dalla stanchezza, dalla spericolatezza e dall’incapacità dei conducenti è spesso causa di scontri con morti e feriti.

Infine una buona notizia per i pellegrini stranieri: da quest’anno è infatti possibile procedere al pagamento della tassa prevista per l’ingresso in Arabia Saudita e la partecipazione al pellegrinaggio direttamente via internet, evitando così le lunghe ore di attesa – spesso senza acqua né cibo – presso gli uffici del governo dislocati all’interno dell’aeroporto.


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