28 Febbraio 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 01/08/2012
INDIA
Risolto il blackout in India, ma ora è allarme infrastrutture
Per due giorni, più di 600 milioni di indiani sono rimasti al buio. Colpiti 20 Stati su 28. È la più vasta interruzione di corrente degli ultimi anni. Secondo gli analisti, la colpa è di reti elettriche troppo obsolete e mancati investimenti nel settore.

Mumbai (AsiaNews/Agenzie) - Torna la luce in India, dopo due giorni di blackout elettrico che ha lasciato al buio più di 600 milioni di persone. A collassare sono state le tre reti elettriche a nord, nordest ed est del Paese, colpendo 20 Stati su 28 del Paese. L'interruzione della corrente ha gettato piccole e grandi città nel caos più totale, provocando ingorghi stradali, incidenti, gravi disagi alla rete di trasporto ferroviario e metropolitano, oltre ai problemi quotidiani legati alla mancanza di luce nelle case. In West Bengal, più di 200 minatori sono rimasti intrappolati sottoterra, ma grazie ad impianti d'emergenza è stato possibile portarli tutti in salvo. Secondo Sushilkumar Shinde, ministro dell'Energia, il blackout è dipeso dall'approvvigionamento eccessivo di energia effettuato da alcuni Stati, che hanno superato i limiti consentiti.

Interruzioni della corrente sono fenomeni comuni nelle città indiane, a causa di una generale carenza di energia e di reti elettriche obsolete. Tuttavia, il collasso di un sistema di collegamento così vasto è raro. Secondo gli analisti, un blackout simile è l'eredità di 60 anni di mancati investimenti nel settore, che hanno reso la terza economia dell'Asia uno dei Paesi più arretrati dal punto di vista di approvvigionamento e fornitura di energia elettrica.

Michael Parker, analista della Sanford C. Bernstein & Co. a Hong Kong, spiega: "La causa immediata di un blackout del genere sembra quasi banale: il problema di base dell'India è che deve migliorare la qualità delle proprie infrastrutture. Per tenere accesa la luce, il Paese deve aumentare la sua capacità energetica; costruire sistemi di trasmissione e distribuzione robusti; garantire forniture e trasporto di carburante, e rivederne i costi. Per fare tutto questo, c'è bisogno di capitale".

Manmohan Singh, primo ministro indiano, è consapevole della necessità di nuove e migliori infrastrutture, e all'inizio di giugno ha lanciato un piano da 1000 miliardi di dollari, che promette nuove strade, porti e autostrade entro i prossimi cinque anni. Eppure, allo stato attuale la situazione non promette scenari rosei. La Coal India Ltd, il più grande produttore di carbone al mondo, non riesce a rispondere al domanda del Paese, che dipende da tale risorsa per più della metà della sua produzione energetica. A rendere più acuta la carenza di carbone vi sono le piogge monsoniche: essendo più scarse, hanno colpito agricoltori e centrali idroelettriche.

Il problema più grave resta quello dei prezzi. Secondo Parker infatti, il governo deve cercare di ridurre i costi di produzione e approvvigionamento dell'energia, visto che quasi 800 milioni di indiani - più della metà della popolazione totale - vivono con meno di 2 dollari al giorno. 

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
12/11/2009 INDONESIA
Jakarta al buio, indonesiani in rivolta contro la compagnia elettrica
di Mathias Hariyadi
15/07/2006 Cina
Guangdong, manca l'elettricità: il governo taglia le utenze
13/06/2006 Cina
Cina, il governo "taglia la corrente" ai funzionari statali
25/04/2008 CINA
La Cina prevede un’altra estate con frequenti black-out
16/06/2004 ASIA
Un'estate all'insegna dei blackout

In evidenza
EGITTO - ISLAM
Le parole di al-Tayeb e di al-Sisi un grande passo per una rivoluzione dell'islam
di Samir Khalil SamirIl grande imam di Al-Azhar ha denunciato le interpretazioni basate sulla lettera del Corano e della sunna, brandite dai fondamentalisti e dai terroristi islamici; sostiene l'urgenza di una riforma dell'insegnamento dell'islam fra i laici e gli imam; domanda la fine della scomunica (takfir) reciproca fra sunniti e sciiti. E il presidente egiziano al-Sisi ha deciso di combattere lo Stato islamico dopo la decapitazione di 21 cristiani copti, che egli ha definito "cittadini egiziani" a parte intera.
ARABIA SAUDITA - ISLAM
Imam di Al-Azhar: Per fermare l'estremismo islamico occorre una riforma dell'insegnamento religiosoPer Ahmed al-Tayeb è urgente stilare un nuovo curriculum di studi per evitare una "cattiva interpretazione" del Corano e della sunna. Il terrorismo islamico mette in crisi l'unità del mondo musulmano. Il "nuovo colonialismo globale alleato al sionismo mondiale". Il discorso del re saudita.
HONG KONG - CINA - VATICANO
Card. Zen: Sembra che qualcuno voglia farci tacere
di Card. Joseph Zen Ze-kiunIl diffuso ottimismo sul miglioramento del dialogo fra Santa Sede e Cina sembra non avere fondamento. Alcune "tendenziose" interviste a vescovi cinesi, frenati nella libertà di parlare. Le questioni fondamentali sono sempre aperte: chi nomina i vescovi; cosa fare dell'Associazione patriottica. La guida della Lettera di Benedetto XVI ai cattolici cinesi, citata anche da papa Francesco. Un non accordo è meglio di un cattivo accordo. Cosa è successo a mons. Cosma Shi Enxiang? E a mons. Giacomo Su Zhimin? Un'animata riflessione del vescovo emerito di Hong Kong, campione della libertà religiosa in Cina.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate