5 Settembre 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 01/08/2012
INDIA
Risolto il blackout in India, ma ora è allarme infrastrutture
Per due giorni, più di 600 milioni di indiani sono rimasti al buio. Colpiti 20 Stati su 28. È la più vasta interruzione di corrente degli ultimi anni. Secondo gli analisti, la colpa è di reti elettriche troppo obsolete e mancati investimenti nel settore.

Mumbai (AsiaNews/Agenzie) - Torna la luce in India, dopo due giorni di blackout elettrico che ha lasciato al buio più di 600 milioni di persone. A collassare sono state le tre reti elettriche a nord, nordest ed est del Paese, colpendo 20 Stati su 28 del Paese. L'interruzione della corrente ha gettato piccole e grandi città nel caos più totale, provocando ingorghi stradali, incidenti, gravi disagi alla rete di trasporto ferroviario e metropolitano, oltre ai problemi quotidiani legati alla mancanza di luce nelle case. In West Bengal, più di 200 minatori sono rimasti intrappolati sottoterra, ma grazie ad impianti d'emergenza è stato possibile portarli tutti in salvo. Secondo Sushilkumar Shinde, ministro dell'Energia, il blackout è dipeso dall'approvvigionamento eccessivo di energia effettuato da alcuni Stati, che hanno superato i limiti consentiti.

Interruzioni della corrente sono fenomeni comuni nelle città indiane, a causa di una generale carenza di energia e di reti elettriche obsolete. Tuttavia, il collasso di un sistema di collegamento così vasto è raro. Secondo gli analisti, un blackout simile è l'eredità di 60 anni di mancati investimenti nel settore, che hanno reso la terza economia dell'Asia uno dei Paesi più arretrati dal punto di vista di approvvigionamento e fornitura di energia elettrica.

Michael Parker, analista della Sanford C. Bernstein & Co. a Hong Kong, spiega: "La causa immediata di un blackout del genere sembra quasi banale: il problema di base dell'India è che deve migliorare la qualità delle proprie infrastrutture. Per tenere accesa la luce, il Paese deve aumentare la sua capacità energetica; costruire sistemi di trasmissione e distribuzione robusti; garantire forniture e trasporto di carburante, e rivederne i costi. Per fare tutto questo, c'è bisogno di capitale".

Manmohan Singh, primo ministro indiano, è consapevole della necessità di nuove e migliori infrastrutture, e all'inizio di giugno ha lanciato un piano da 1000 miliardi di dollari, che promette nuove strade, porti e autostrade entro i prossimi cinque anni. Eppure, allo stato attuale la situazione non promette scenari rosei. La Coal India Ltd, il più grande produttore di carbone al mondo, non riesce a rispondere al domanda del Paese, che dipende da tale risorsa per più della metà della sua produzione energetica. A rendere più acuta la carenza di carbone vi sono le piogge monsoniche: essendo più scarse, hanno colpito agricoltori e centrali idroelettriche.

Il problema più grave resta quello dei prezzi. Secondo Parker infatti, il governo deve cercare di ridurre i costi di produzione e approvvigionamento dell'energia, visto che quasi 800 milioni di indiani - più della metà della popolazione totale - vivono con meno di 2 dollari al giorno. 

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
12/11/2009 INDONESIA
Jakarta al buio, indonesiani in rivolta contro la compagnia elettrica
di Mathias Hariyadi
15/07/2006 Cina
Guangdong, manca l'elettricità: il governo taglia le utenze
13/06/2006 Cina
Cina, il governo "taglia la corrente" ai funzionari statali
25/04/2008 CINA
La Cina prevede un’altra estate con frequenti black-out
16/06/2004 ASIA
Un'estate all'insegna dei blackout

In evidenza
ASIA-UE
La morte del piccolo Aylan e quella di tutto il Medio oriente
di Bernardo CervelleraTutto il mondo si commuove per il bambino morto nel naufragio di un gommone in Turchia. Ci si dimentica che in Siria sono morti già decine di migliaia di bambini sotto la guerra. Occorre affrontare il problema dei profughi, ma anche e soprattutto le cause della loro tragedia: le guerre in Medio oriente, i finanziamenti allo Stato islamico, le guerre per procura delle potenze regionali e mondiali.
VATICANO-IRAQ
P. Samir di Amadiya: Il Papa è la voce dei profughi irakeni
di Bernardo CervelleraIl sacerdote caldeo ha incontrato papa Francesco chiedendogli di tenere alta l’attenzione del mondo sui profughi cristiani di Mosul e della Piana di Ninive. Nella sua diocesi vivono 3500 famiglie cristiane e quasi mezzo milione di yazidi fuggiti davanti alle violenze dello Stato islamico. L’Isis non è tutto l’islam e vi sono musulmani che vogliono un Iraq della convivenza. I cristiani potrebbero emigrare, ma rimangono nella loro terra. I progetti di aiuto ai rifugiati: la scuola per i bambini, lavoro per gli adulti, una casa per ogni famiglia. L’appello di AsiaNews.
LIBANO
La Dichiarazione di Beirut: i musulmani in difesa della libertà dei cristianiLibertà di fede, di educazione e di opinione difese citando il Corano. Esse sono alla base dello Stato di diritto, che non deve essere uno Stato religioso. L’organo di riferimento dei sunniti del Libano condanna senza appello la violenza in nome di Dio. Il testo integrale del messaggio.

Dossier

Terra Santa Banner


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate