22/02/2010, 00.00
TAIWAN
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Robusta ripresa dell’economia di Taiwan, specie grazie alla Cina

Nel quarto trimestre 2009, il Pil del Paese cresce del 9,22% rispetto al dicembre 2008, record da 5 anni. La ripresa dovuta soprattutto al forte aumento (+187,8%) dell’esportazione in Cina, mentre rimane debole la domanda di Usa ed Europa. I timori degli esperti.

Taipei (AsiaNews/Agenzie) – L’economia di Taiwan ha ripreso a crescere in modo robusto nel quarto trimestre 2009, con un aumento del Prodotto interno lordo del 18,02% rispetto al trimestre precedente e del 9,22% rispetto allo stesso periodo del 2008, massima crescita da 5 anni, secondo i dati ufficiali comunicati oggi. La ripresa è maggiore di quanto previsto dagli esperti, trainata dalla previsione di un costante aumento dei commerci con la Cina, dalla cui economia il Paese rischia di diventare sempre più dipendente.

La ripresa ha accelerato molto dopo il +8,25% del terzo trimestre rispetto al giugno 2008. L’Isola ha beneficiato dell’aumento della domanda dei suoi prodotti in Cina, che ha compensato la riduzione di domanda dall’occidente, come è avvenuto anche in altre economia asiatiche (nel quarto trimestre il Pil della Thailandia ha registrato  la maggior crescita degli ultimi 10 anni). Ci si aspetta che tale domanda aumenti ancora, specie nel settore dell’alta tecnologia.

Inoltre è pure aumentato il consumo interno, specie per le vendite al dettaglio.

Ora gli economisti prevedono che “la crescita del Pil nel primo trimestre 2010 sia ancora più forte, per le stesse ragioni. Anche se diminuisse, resterebbe a un livello elevato”, come dice Wai Ho Leong, economista della Barclays Capital a Singapore, sentito dal South China Morning Post.

Peraltro il Paese non è ancora uscito dalla crisi, dato che l’aumento dei posti di lavoro è stato modesto, insufficiente a coprire i precedenti licenziamenti. Altri esperti osservano che alla fine del 2008 l’economia di Taipei ha toccato il punto più basso e che si è ancora lontani dai valori precedenti alla crisi finanziari globale.

L’analista Hsu Kuo-an osserva che l’economia taiwanese “dipende dalle esportazioni e la domanda da Europa e Usa è ancora debole. Per cui il governo deve essere cauto”.

Per questo non si prevede che la Banca centrale aumenti i tassi, che restano al livello molto basso dell’1,25%.

La Cina è il 1° partner commerciale di Taiwan e la principale destinazione degli investimenti esteri delle imprese locali. Le esportazioni verso Pechino sono salite del 187,8% a gennaio rispetto al gennaio 2009. Ma esperti ammoniscono che l’economia del Paese resta debole, proprio perché legata all’esportazione, e che potrebbe diventare ancora più debole se l’esportazione si dirigesse in modo prevalente verso un solo partner come la Cina, venendo a costituire, di fatto, un diretta dipendenza dalle scelte di politica economica di Pechino.

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