05/10/2018, 09.12
MYANMAR
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Rohingya, Naypyidaw costruisce nuovi villaggi per i profughi di ritorno

Ogni insediamento includerà un mercato, una scuola, un parco pubblico ed una clinica. Il governo birmano continua a ripetere che il Paese "è pronto a riaccogliere i rifugiati". Già realizzate strutture in 19 località, alcune delle quali destinate a persone di etnia Rakhine. Sfruttando il diffuso sentimento di paura, i nazionalisti chiedono che le comunità musulmane e buddiste siano separate.

Naypyidaw (AsiaNews/Agenzie) – Il governo del Myanmar ha iniziato a costruire altri 12 “villaggi modello” nella municipalità di Maungdaw, nel nord del Rakhine, per ospitare i rifugiati Rohingya che dovrebbero tornare dal Bangladesh.

Al fine di agevolare il rimpatrio di centinaia di migliaia di profughi, Naypyidaw e Dhaka hanno un firmato accordo all'inizio del 2018. Tuttavia, al momento nessuno di loro è ancora tornato a Maungdaw attraverso i canali ufficiali. Nel frattempo, il governo birmano continua a ripetere che il Paese è pronto a riaccogliere i Rohingya.

Rappresentanti dell’esecutivo, tra cui il ministro dell'Unione U Kyaw Tint Swe ed il ministro della Previdenza sociale, Win Myat Aye, hanno ribadito questa posizione durante l'Assemblea generale delle Nazioni Unite in corso a New York. I difensori della minoranza islamica - tra cui il prof. Waka Uddin della Pennsylvania State University, che ricopre il ruolo di direttore generale dell’Arakan Rohingya Union (Aru) - affermano però che Naypyidaw non è ancora riuscita a preparare strutture idonee per ricevere i rifugiati.

U Ye Htoo, funzionario amministrativo del distretto di Maungdaw, spiega che le autorità locali stanno lavorando a due progetti: la costruzione di case modeste per i rifugiati, sotto la supervisione della Union Enterprise for Humanitarian Assistance, Resettlement and Development in Rakhine (Uehrd); l’attuazione del piano “villaggio modello”, che è ancora in corso.

L’amministratore afferma che, sotto la gestione della Uehrd, sono state realizzate strutture in 19 località, alcune delle quali destinate a persone di etnia Rakhine [popolazione autoctona di religione buddista]. U Ye Htoo non ha però comunicato un numero specifico di case in costruzione per i gruppi Rohingya e quelli non-musulmani. Al momento, egli riferisce che il governo ha individuato 12 siti prioritari ed ogni villaggio includerà un mercato, una scuola, un parco pubblico ed una clinica.

Mentre il governo della National League for Democracy (Nld), guidato dalla leader democratica Aung San Suu Kyi, sta dando seguito agli impegni presi con Bangladesh e Nazioni Unite (Onu). Sfruttando il diffuso sentimento di paura per possibili infiltrazioni islamiste nella regione, i nazionalisti ed i politici Rakhine chiedono che le comunità musulmane e buddiste siano separate; che il sud di Maungdaw sia dichiarato “zona libera dai musulmani”. Prima dello scoppio delle ultime violenze settarie, i tribali della regione (buddisti e indù) erano circa un decimo degli islamici. Durante gli scontri armati, in molti hanno perso la vita per mano dei militanti Rohingya. Secondo U Ye Htoo, le autorità ripristineranno le comunità musulmane sia a nord che a sud della città.

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