05/07/2012, 00.00
COREA DEL SUD

S. Andrea Kim “è la luce che illumina la nostra fede quotidiana”

Joseph Yun Li-sun
Il vescovo di Daejeon ha celebrato questa mattina, anniversario della beatificazione del grande martire, una messa solenne sul luogo della sua morte: “Ho chiesto ai miei fedeli di fare un esame di coscienza per capire se vivono seguendo i giusti principi. E abbiamo pregato per il Papa, che ha bisogno di tutto il sostegno possibile”.

Daejeon (AsiaNews) - I martiri coreani e sant'Andrea Kim "sono un esempio edificante per tutta la Chiesa coreana. Ogni tanto mi domando cosa pensino di noi, quando guardano ai nostri sforzi, e se siano contenti del nostro operato. L'ho detto ai miei fedeli: bisogna fare spesso un esame di coscienza per capire se viviamo al meglio le nostre vite". Lo dice ad AsiaNews mons. Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon e presidente della Commissione episcopale per la cura dei migranti, in occasione dell'anniversario della beatificazione del grande martire coreano.

Nella diocesi di mons. You si erge il santuario dedicato al santo, che venne ordinato a Shanghai e - tornato in patria - venne ucciso in odio alla fede insieme ai suoi compagni: "Il suo esempio è la luce più luminosa della nostra Chiesa. Alla messa di questa mattina ho detto ai miei fedeli che devono interrogarsi sull'esempio del grande santo e chiedersi cosa possa pensare lui, così come lo Spirito Santo, di noi. Sembra una cosa fuori dal tempo, ma è importante ricordarsi sempre che siamo figli di Dio e che è a lui che dobbiamo rendere conto del nostro operato".

Ai circa mille fedeli presenti sul luogo del martirio di S. Andrea, il vescovo ha chiesto anche "di pregare per il Papa e per la Chiesa universale. Il Santo Padre ha bisogno di tutto il sostegno e di tutto l'amore possibile, e la Chiesa deve rinnovare ogni giorno il suo stimolo a migliorarsi. Nel nostro piccolo, cerchiamo di fare il possibile".

Andrea Kim Taegon nacque nel 1821 da una nobile famiglia cristiana e crebbe in un ambiente decisamente ispirato ai principi cristiani: il padre in particolare aveva trasformato la sua casa in una 'chiesa domestica', dove affluivano i cristiani e i neofiti della nuova fede per ricevere il battesimo. Scoperto dalle autorità non volle rinunciare alla sua fede, morendo martire a 44 anni.

La Chiesa coreana è stata fondata e sostenuta dai laici; la fede cristiana comparve in Corea agli inizi del 1600 tramite le delegazioni straniere che ogni anno visitavano Pechino. Tuttavia la nuova religione non incontrò il favore del governo locale, che per secoli ha portato avanti una feroce persecuzione nei suoi confronti. Oggi più del 10 % della popolazione totale è di fede cattolica, e questo numero aumenta di anno in anno.

Nelle persecuzioni coreane perirono più di 10mila martiri: di questi 103 furono beatificati in due gruppi distinti nel 1925 e nel 1968 e poi canonizzati tutti insieme il 6 maggio 1984 a Seoul in Corea da papa Giovanni Paolo II; di questi solo 10 sono stranieri (3 vescovi e 7 sacerdoti) mentre tutti gli altri sono coreani, catechisti e fedeli. Secondo mons. You "questa ferocia ha spinto il nostro popolo a reagire con più forza. Abbiamo affrontato guerre e dittature alla luce di questa grazia straordinaria. Dobbiamo esserne degni".

 

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