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  • » 15/02/2017, 13.07

    CINA-VATICANO

    Sacerdoti cinesi: Cambiare l’essenza dell’Associazione patriottica è una speranza vana



    Continuano i commenti all’articolo del card. John Tong di Hong Kong sul futuro del dialogo sino-vaticano. Sacerdote sotterraneo: L’articolo incoraggia a iscriversi all’Associazione patriottica. Sacerdote ufficiale: Il governo cinese rimane l’autorità che nomina i vescovi. Entrambi i sacerdoti credono che non vi sia differenza fra “libertà completa” e “libertà necessaria”. L’esempio amaro del vescovo di Shanghai.

    Hong Kong (AsiaNews) – “Cambiare l’essenza dell’Associazione patriottica è una speranza vana” e chiedere una “libertà necessaria” senza “libertà completa” si rischia di non avere alcuna libertà. Sono alcune delle affermazioni che due sacerdoti, uno della comunità sotterranea, l’altro della comunità ufficiale, hanno inviato ad AsiaNews a commento dell’articolo del card. John Tong su “Il futuro del dialogo Sino-Vaticano dal punto di vista ecclesiologico”.  Quanto essi dicono mostra i molti dubbi e stanchezze presenti fra i membri della Chiesa cinese davanti ai molti proclami sul dialogo fra Cina e Santa Sede. I nomi dei due sacerdoti sono stati cambiati per evidenti ragioni di sicurezza.

     

    P. Wang

    Nel suo articolo, il card. Tong suggerisce che la Chiesa possa sacrificare alcuni principi per evangelizzare e proteggere la Chiesa in diversi modi. Da questo punto di vista il vescovo di Shanghai [mons. Taddeo Ma Daqin] ha ammesso il suo errore! Il suo essere fedele alla Santa Sede ha portato la diocesi di Shanghai nel caos. Forse la Santa Sede non lo vuole così fedele.

    Il card. Tong spiega la sua visione dal punto di vista ecclesiologico ed evidenzia i fondamenti teologici. Io penso che il suo articolo produrrà un grande effetto nella Chiesa in Cina. È ovvio: i punti trattati da Tong sono in linea con il pensiero della Chiesa ufficiale, con i gruppi che vogliono il compromesso e l’indipendenza dalla Santa Sede. E naturalmente, ci sono alcuni punti che piacciono al governo. L’articolo del card. Tong sembra far emergere tre vincitori. In altre parole, il suo scritto porterà beneficio a tre gruppi: la Chiesa ufficiale, i gruppi del compromesso e dell’indipendenza dalla Santa Sede e il governo cinese. Mia opinione personale: l’articolo di Tong incoraggia le persone a iscriversi all’Associazione patriottica.

    Non sono d’accordo sul fatto che la Chiesa debba anzitutto sacrificare la libertà completa per una libertà necessaria. Se la Chiesa non ha libertà assoluta, forse non potrà avere nemmeno quella necessaria. Verità e libertà sono collegate. La libertà non è vera se la libertà non pesca nella verità. La nostra Chiesa sotterranea ha sopportato ogni tipo di pressione dal governo per ottenere una libertà vera.

    In dettaglio il card. Tong si esprime con idee piene di super-ottimismo e di auto-glorificazione. Ma egli non è cresciuto nella Cina popolare e coltiva illusioni sul Partito comunista. Oltretutto non cita la “sinicizzazione”. L’ha forse dimenticata?

     

    P. Li

    Sebbene l’analisi del card. Tong abbia buoni fondamenti, essa è distante dalla realtà. La speranza della Santa Sede di cambiare l’essenza dell’Associazione patriottica, è una speranza vana. La Cina rimane l’autorità che prende decisioni nell’elezione dei vescovi. L’approvazione della Santa Sede è solo formale. Inoltre, la “libertà necessaria” che il card. Tong cita è solo propaganda ingannevole a se stessi e agli altri. Anzi, questa idea nuoce all’idea di una Chiesa locale che aderisca alla verità, e nuoce pure a tutti i fedeli che hanno testimoniato subendo umiliazioni.

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