19/10/2005, 00.00
IRAQ
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Saddam Hussein alla sbarra del Tribunale speciale

Si apre oggi il processo all'ex dittatore irakeno accusato di crimini contro l'umanità. La difesa: "Il presidente è calmo, quella di oggi solo una formalità". L'Iran invia a Baghdad il suo atto di accusa contro il rais.

Baghdad (AsiaNews/Agenzie) – Dopo 22 mesi di detenzione, a poche ore dal processo che lo vede imputato per crimini contro l'umanità, Saddam Hussein è "calmo e fiducioso" . Lo riferisce Khalil al-Dulaimi, avvocato dell'ex rais, che oggi si presenterà davanti al Tribunale speciale (Tsi) per una delle tante stragi commesse durante gli oltre 30 anni del suo regime: il massacro di 143 uomini nel villaggio sciita di Dujail, 60 Km a nord d Baghdad, il 9 luglio 1982. Insieme a lui in un palazzo della blindata Zona Verde, nella capitale, appariranno davanti ai giudici anche 7 suoi collaboratori complici, in vario modo, dello stesso crimine. Il massacro fu commissionato dopo un attentato alla vita di Saddam lo stesso anno.

I legali del rais, che continua a ritenersi l'unico e vero presidente dell'Iraq, ha annunciato che il dibattimento si limiterà a una sola udienza: "Il tempo di leggere il capo d'imputazione e di avviare le procedure". La difesa, guidata da Dulaimi, porrà subito un'eccezione di "illegittimità".

Secondo fonti interne al Tsi il processo verrà rinviato di diverse settimane, probabilmente fino a dopo le elezioni legislative del 15 dicembre. Se la sua responsabilità venisse provata, Saddam rischia di essere impiccato prima ancora di rispondere delle grandi stragi di curdi e sciiti.

Intanto ieri anche l'Iran ha formulato il suo atto d'accusa formale contro l'ex dittatore irakeno e l'ha inviato al governo di Baghdad. I capi di imputazione includono il genocidio e l'uso di armi chimiche contro civili iraniani nella guerra tra i due Paesi tra il 1980 e il 1988. Secondo il ministro iraniano degli Esteri "ci sono prove sufficienti per affermare che Saddam ha violato i trattati internazionali durante il conflitto". Teheran è stata contraria alla guerra Usa contro Saddam nel 2003, ma ha guardato con favore alla sua caduta.

Ieri centinaia di persone hanno manifestato in favore di Saddam Hussein nella sua città natale, Tikrit. La folla si e' radunata vicino alla moschea Saddan, nel centro della città, gridando slogan di sostegno al presidente deposto e chiedendo l'immediata revoca delle accuse a suo carico. La manifestazione si e' conclusa senza incidenti.

Nella mattinata di ieri il partito Baath, ora illegale, aveva invitato gli irakeni a "salutare" l'inizio del processo contro Saddam Hussein con attacchi contro le truppe "di occupazione".

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