08/05/2013, 00.00
VIETNAM
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Saigon, agenti in borghese circondano una pagoda buddista “non ufficiale”

Le forze di sicurezza hanno impedito ai monaci di abbandonare l’edificio. Il blitz è legato alle recenti, e nuove forme di protesta di attivisti contro “l’imperialismo” cinese. Invece di manifestazioni di piazza, si sono svolti “picnic” nei principali parchi del Paese. Arresti fra i leader dell’iniziativa, che hanno subito percosse da parte della polizia.

Ho Chi Minh City (AsiaNews/Agenzie) - Forze di sicurezza vietnamite e agenti in borghese hanno circondato la pagoda di un movimento buddista non riconosciuto dal governo, impedendo ai monaci di lasciare l'edificio. L'operazione è una risposta delle autorità alla nuova forma di protesta, lanciata a fine aprile da diversi gruppi attivisti per evitare rappresaglie della polizia. Invece di indire manifestazioni di piazza con slogan e canti, per rivendicare "il rispetto dei diritti umani" essi hanno organizzato "picnic" nei più importanti parchi pubblici delle principali città del Paese fra cui Hanoi, l'ex Saigon e Nha Tra. Tuttavia, anche in questo caso la polizia è intervenuta con prontezza, disperdendo i presenti e arrestando i promotori dell'iniziativa; alcuni di loro hanno ricevuto percosse e maltrattamenti durante il fermo, durato un paio di giorni.

Nel fine settimana almeno 50 agenti della sicurezza hanno bloccato gli accessi della Giac Hoa Pagoda di Ho Chi Minh City, appartenente alla Chiesa buddista unificata del Vietnam (Cubv). Ancora ieri la zona era presidiata dalla polizia, che ha impedito al capo della comunità e al suo vice - i monaci Thich Vien Hy e Thich Vien Dinh - di lasciare l'edificio, senza fornire spiegazioni sulle ragioni del fermo. Nel corso della giornata il blocco ha colpito anche altri monaci, che uscivano dal monastero per officiare veglie funebri o preghiere coi fedeli.

Secondo quanto riferisce l'International Buddhist Information Bureau (Ibib), organismo con sede a Parigi, le forze dell'ordine non hanno mostrato mandati dell'autorità giudiziaria che giustificassero l'isolamento della pagoda. Testimoni locali riferiscono che alcuni agenti, interpellati in materia, avrebbero risposto adducendo "ordini dall'alto" e che "i cinesi stanno facendo casino".

Attivisti Ibib aggiungono che il blitz contro la pagoda di Giac Hoa è solo l'ultimo episodio di una lunga serie di attacchi mirati, iniziata nel luglio scorso da Hanoi verso quanti sostengono le proteste contro Pechino, per la sua politica "imperialista" nel mar Cinese meridionale.

La Chiesa buddista unificata del Vietnam (Cubv), non riconosciuta dal governo, è stata la principale organizzazione buddista nel Vietnam meridionale e centrale fino al 1975, quando il governo ha assunto la diretta amministrazione di tutte le sue proprietà e istituzioni. Nel 1981, in seguito al suo rifiuto di sottomettersi al Partito comunista, il governo l'ha sciolta e sostituita con la Chiesa buddista vietnamita, di fatto controllata dallo Stato, ma la Cubv non ne ha mai riconosciuto l'autorità e non ha smesso la sua attività religiosa. Dagli anni '90 molti monaci sono stati arrestati, mentre il "Supremo Patriarca" Thich Huyen Quang - morto nel luglio 2008 - è stato spesso minacciato per la sua opposizione al governo e ha trascorso lunghi periodi agli arresti domiciliari nella sua pagoda.

 

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