02/02/2011, 00.00
EGITTO
Invia ad un amico

Scontri fra manifestanti pro e contro Mubarak, mentre il mondo chiede la transizione dell'Egitto

Almeno 500 feriti per percosse, colpi di bastone e pietre. Colloquio del presidente Usa con il Rais. Anche Sarkozy, Erdogan e la Gran Bretagna chiedono misure immediate per il “cambio”. L’esercito chiede in Tv che le proteste finiscano, e si torni alla vita normale. Ma la situazione è ancora molto fluida, e la tensione alta.

Il Cairo (AsiaNews/Agenzie) – Migliaia di manifestanti anti-Mubarak si sono scontrati in piazza Tahrir con gruppi di sostenitori del rais. Almeno 500 persone sono rimaste ferite per colpi di pietra o di bastone e per percosse. I due gruppi si sono confrontati con sassaiole e scontri fisici, mentre l'esercito, che aveva promesso di garantire l'ordine non è intervenuto per nulla, se non per sparare in aria dei colpi di avvertimento.

I dimostranti che occupano da giorni piazza Tahrir , chiedono la partenza immediata di Mubarak, mentre Stati Uniti, Gran Bretagna Francia e Turchia chiedono che la “transizione” inizi subito. La situazione è ancora lontana dall’essere chiara, mentre l’esercito, con un appello diffuso dalla televisione chiede ai manifestanti di tornare a casa, e riprendere le attività normali. Molti Paesi stanno cercando di rimpatriare i loro connazionali, nel timore di sviluppi fuori controllo, mentre però giungono primi segnali di un ritorno alla normalità, e di un avvio di “cambio”, a dispetto di qualche tensione fra fautori di Mubarak e oppositori. Internet è tornato a funzionare, e il Parlamento ha deciso di sospendere l’attività in attesa che vengano compiute le procedure di controllo delle ultime discusse elezioni politiche di novembre. E il portavoce del Parlamento ha dichiarato che in circa due mesi è possibile attuare le riforme costituzionali chieste dai riformatori.

Mubarak ha annunciato non si ricandiderà per un nuovo mandato, ma resterà fino a settembre. L’annuncio è stato accolto con grida di protesta dai manifestanti che chiedevano che se ne andasse subito. Il dato politico più importante è il discorso del presidente Usa. Obama ha detto che Mubarak si è reso conto che lo statu quo non è sostenibile, e “che la transizione di poteri deve essere reale, deve avvenire in modo pacifico, e deve esserci ora", e portare a elezioni libere. Messaggi analoghi sono giunti dal presidente francese, Sarkozy, (transizione ''senza ritardi''), da quello turco, Erdogan, (necessario annunciare ''una road map e un calendario'' per il passaggio di poteri), e dalla Gran Bretagna.

Ma la situazione in Egitto resta fluida. Il ministero della Difesa, che sembra voler assumere un ruolo di ago della bilancia, e di garante della transizione, si è rivolto ai manifestanti con un comunicato trasmesso alla Tv. “Tornate a casa per permetterci di riportare la sicurezza nel Paese. Il vostro messaggio è chiaro e le vostre richieste sono state recepite. Possiamo mai continuare a stare in strada ancora a lungo interrompendo la vita del Paese, tenendo le scuole chiuse e le attività lavorative ferme?" ha letto il portavoce dell’esercito. E ha continuato: “Dobbiamo pensare al futuro del Paese e pensare all'Egitto. Non ve lo chiediamo con la forza, ma con il dialogo". E sempre per abbassare il livello di tensione sono in corso contatti fra il vicepresidente egiziano Omar Suleiman ed i manifestanti della piazza Tahrir; lo riferisce la televisione di Stato. Il coprifuoco a Suez, Cairo e Alessandria è stato ridotto di due ore.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Ancora scontri e morti nelle rivolte in Bahrain e Yemen
18/02/2011
Le rivolte nei Paesi islamici: le multinazionali, i dittatori, la dottrina sociale della Chiesa
08/02/2011
L’Europa timida balbetta una denuncia contro la persecuzione dei cristiani
22/02/2011
La primavera del mondo arabo
24/02/2011
Il re di Giordania teme rivolte e annuncia riforme. Oltre mille arresti al Cairo
27/01/2011