14/12/2004, 00.00
INDIA
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Scuole cattoliche per frenare la crisi morale della società

di Santosh Digal

Più di 3000 ragazze studiano nei collegi cattolici di New Delhi e il 90% delle iscritte non sono cristiane. Le famiglie scelgono le scuole cattoliche per dare una solida educazione morale alle figlie.

New Delhi (AsiaNews) – Le scuole del Paese vivono una profonda crisi morale, mentre è in continua crescita il numero dei bambini di famiglie facoltose che si iscrivono nei collegi cattolici. Lo afferma John Dayal, presidente dell'All India Catholic Union (AICU), che sottolinea le preoccupazioni dei genitori per il "collasso morale nelle scuole della città". Esse sono dirette da ex ministri, politici di primo piano o da ricchi industriali, che danno alle scuole il nome dei loro genitori e fissano rette assai elevate.

Secondo l'attivista cristiano "i genitori pagano tasse di iscrizione elevate per far entrare i propri figli nelle scuole: esse prevedono corsi di equitazione, corsi di minigolf, l'accesso 24 ore su 24 ad internet con ADSL e acqua filtrata e depurata. Per non parlare poi della piscina climatizzata".

In realtà internet e telefoni cellulari si rivelano delle minacce perché risvegliano troppo presto i "sensi" degli studenti, attratti dalle "prime avventure sessuali".

Un caso emblematico si è verificato in una delle principali scuole di New Delhi: un ragazzo ha sedotto una compagna di classe e ha fotografato il rapporto sessuale. Egli ha quindi inviato, mediante messaggi telefonici, le foto che ritraevano l'atto ai maschi e alle femmine della classe. Qualche giorno più tardi ha masterizzato gli SMS su un cd.

Entrambi i giovani sono stati puniti con l'espulsione dalla scuola. I funzionari dell'istituto precisano che "l'atto" è stato commesso "all'esterno dell'edificio e al di fuori dell'orario scolastico".

Secondo Dayal i genitori delle ragazze in età scolastica "preferiscono mandare le loro bambine (in particolare fra i 4 anni e mezzo e i 5 anni e mezzo) nei collegi delle religiose". I genitori non nascondono la loro "disperazione e insoddisfazione per la decadenza morale delle scuole", perché essa potrebbe "compromettere la crescita morale e la vita pubblica dei figli nel futuro".

Per questo sono sempre di più le famiglie della capitale che vogliono mandare i loro figli nei collegi cattolici come il "Convento di Gesù e Maria", il "Convento delle Carmelitane", il "Mater Dei" delle suore francescane e la "Scuola delle sorelle di Maria Ausiliatrice" per citarne alcuni.

I direttori delle scuole cattoliche fanno molta fatica a scegliere uno o due studenti su 50 che chiedono di essere ammessi negli istituti; il numero delle ragazze ammesse nelle scuole gestite dalle suore è ristretto per il prestigio e la qualità dell'istruzione. Il fenomeno non è peculiare della capitale, perché in diverse zone del paese i genitori optano (come prima scelta) per le scuole cattoliche.

Dayal afferma che "i Conventi hanno un'atmosfera claustrale, sono ben serviti e vegliati dalle suore. Preghiere mattutine, scienze morali e la statua della Vergine Maria che veglia come un guardiano garantiscono la castità come un valore essenziale e le aiutano a capire la pericolosità delle offerte a sfondo sessuale, siano esse materiale pornografico o rapporti occasionali". Circa il 90% degli studenti non sono cattolici, la maggior parte di essi non sono neanche cristiani, sottolinea John Dayal, ma i conventi ospitano oltre 3 mila allievi. Della loro istruzione si occupano oltre 100 insegnanti, coadiuvati da 200 dipendenti e da 5 suore che dirigono i vari istituti.

"La presenza delle suore – conclude Dayal – assicura il massimo impegno del personale docente e ausiliario, che può contare anche sulla protezione della Vergine Maria. Grazie alle scuole cattoliche ogni anno 300 ragazze arrivano all'età adulta ancora vergini e pronte ad affrontare la vita con solidi valori morali".

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