16/04/2019, 08.17
COREA DEL SUD
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Seoul, card. Yeom sull’aborto: Rifiutare cultura e tentazione di morte

La Corte costituzionale ha stabilito che un divieto assoluto è contrario alla Carta e ha chiesto una modifica legislativa. Nel suo messaggio pasquale l’arcivescovo di Seoul esprime timori per le conseguenze sul tessuto sociale del Paese. “Una nazione ha la responsabilità di proteggere la vita e la sicurezza del suo popolo in qualsiasi circostanza”.

Seoul (AsiaNews) – Nonostante i vari ostacoli e le difficoltà sociali, i cristiani devono rifiutare con rigore la cultura e la tentazione della morte. Lo afferma il card. Andrew Yeom Soo-jung (foto), arcivescovo di Seoul, commentando l’ultima sentenza della Corte costituzionale in materia di aborto. Lo scorso 11 aprile, il tribunale ha stabilito che un divieto assoluto è contrario alla Carta e ha chiesto una modifica legislativa che consenta in parte la legalizzazione della pratica, nella fase iniziale della gravidanza. Nel suo messaggio pasquale, il card. Yeom ribadisce la dottrina cattolica a difesa della vita ed esprime timori per le conseguenze che la sentenza può avere sul tessuto sociale del Paese.

Nella sua lettera, che durante la veglia di Pasqua verrà letta in tutte le parrocchie dell’arcidiocesi, il card. Yeom si dichiara “preoccupato che la recente decisione sulla costituzionalità del divieto all’aborto porti l'atmosfera generale a trascurare la vita nella società coreana”. L’arcivescovo sottolinea: “Una nazione ha la responsabilità di proteggere la vita e la sicurezza del suo popolo in qualsiasi circostanza. Ogni vita, dal momento del concepimento, dovrebbe essere protetta come essere umano e tutelata con la sua dignità”.

Il presule esorta i legislatori a preparare con attenzione l’emendamento alla legge attuale; invita i fedeli ad essere i primi a scegliere la vita piuttosto che la morte, aggiungendo: “Noi, popolo di Dio, dobbiamo servire e sacrificarci per la vita in modo concreto. Tra i vari ostacoli e difficoltà sociali, noi cristiani dobbiamo rifiutare con rigore la cultura e la tentazione della morte”. “Quando noi stessi – conclude il cardinale – cominceremo a scegliere, rispettare e rispettare ogni vita così com'è, con certezza saremo in grado di sperimentare il Signore risorto che vive qui con noi”.

Negli ultimi giorni, il dibattito sull’interruzione di gravidanza è tornato a dividere l’opinione pubblica sudcoreana. Alcune organizzazioni femministe e mediche hanno accolto con favore la decisione della Corte costituzionale. Esse sostengono che l'attuale legge limita i diritti di autodeterminazione delle donne. Le comunità religiose esprimono disappunto e rammarico per il verdetto, affermando che esso viola il diritto alla vita dei bambini non ancora nati.

Il movimento pro vita contesta alcune delle motivazioni della sentenza della Corte. Tra queste, ve ne è una che afferma: “Gli embrioni dipendono completamente dal corpo della madre per la loro sopravvivenza e sviluppo, quindi non si può concludere che siano esseri viventi separati e indipendenti e che possano avere diritto alla vita”.

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