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    » 07/01/2016, 00.00

    COREA – ASIA – USA

    Seoul, Washington e Tokyo “pronte a tutto” per fermare il nucleare coreano



    I tre governi hanno deciso di lavorare insieme, sia in ambito Onu che individuale, per eliminare il rischio di una guerra atomica con Pyongyang. La Casa Bianca ha “ancora dubbi” sull’effettivo uso di un ordigno a idrogeno; gli esperti sembrano divisi. La Corea del Sud limita l’accesso al complesso inter-coreano di Kaesong.

    Seoul (AsiaNews) – Dopo una giornata di frenetiche consultazioni i governi di Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti hanno annunciato che “lavoreranno insieme per fermare a ogni costo il nucleare nordcoreano”. A loro si unisce il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che, all’unanimità, ha condannato il presunto quarto test atomico del regime guidato da Kim Jong-un e ha annunciato il lancio di nuove sanzioni contro il Paese. Tuttavia l’effettiva capacità nucleare di Pyongyang deve essere ancora confermata.

    Alle 10 del mattino (ora locale) di ieri, il governo della Corea del Nord ha annunciato tramite la televisione di Stato di aver effettuato con successo un test su un ordigno a idrogeno. Un sisma di magnitudo 5.1 è stato rilevato nei pressi del sito nucleare di Punggye-ri subito dopo la detonazione. Oltre a essere più potente di una normale bomba atomica, la tecnologia bellica a idrogeno potrebbe essere montata su missili di portata inferiore al normale che il regime possiede da anni.

    Secondo la Casa Bianca, però, le “analisi iniziali” indicano che nel suo ultimo test nucleare la Corea del Nord non ha usato una bomba all'idrogeno, come sostenuto dal regime. Gli esperti americani continuano a studiare la situazione, ma il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest ha spiegato che “non si è verificato nulla nelle ultime 24 ore che possa cambiare la nostra valutazione delle capacità nucleari della Corea del Nord”. Tuttavia, ha sottolineato il Segretario di Stato John Kerry, “quello della Corea del Nord è un atto altamente provocatorio”.

    Diversi esperti internazionali hanno sottolineato che la magnitudine del sisma “è troppo limitata” per essere stata generata da un ordigno a idrogeno, ma molti altri fanno notare che tutto dipende dalle dimensioni della testata. Tetsuo Sawada, docente al Tokyo Institute of Technology, ritiene “molto difficile giudicare soltanto dal grado rilevato. Molto dipende da come la bomba è stata posizionata sotto terra, e soprattutto da quanto è grande”.

    Il governo di Seoul, guidato dalla conservatrice Park Geun-hye, ha annunciato di aver limitato gli ingressi nel parco industriale inter-coreano di Kaesong. Qui diverse aziende del Sud fanno lavorare decine di migliaia di operai del Nord, nell’unico caso di collaborazione bilaterale nella penisola. Il complesso è inoltre una importante fonte di denaro contante per i nordcoreani e per il loro governo. L’esecutivo ha anche annunciato la “possibilità” di riprendere le operazioni di propaganda contro il regime: queste sono state fermate alla fine del 2015 nel tentativo di rilassare la tensione bilaterale.

    Il primo ministro nipponico Shinzo Abe ha condannato con “la massima forza possibile” il test nucleare, definito “una minaccia diretta alla sicurezza del Giappone”. Questa mattina, inoltre, ha telefonato al presidente americano Barack Obama per “concordare una linea comune in seno alle Nazioni Unite” per rispondere alla minaccia: “E’ necessario mandare un messaggio molto forte alla Corea del Nord e fare in modo che la smetta con queste provocazioni”. 

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