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» 15/05/2009 11:11
COREA
Seoul chiede un vertice intercoreano. Pyongyang annulla i contratti di cooperazione
Il futuro del complesso di Kaesong e la liberazione del lavoratore sud-coreano al centro della discussione. Il regime comunista dichiara “nulli” i contratti di cooperazione con il Sud. La prova di forza dettata dalla crisi economica attraversata dal Nord, che spera di ricevere più aiuti.

Seoul (AsiaNews/Agenzie) – La Corea del Sud propone un vertice ufficiale inter-coreano per discutere “il futuro del complesso di Kaesong” e la “liberazione del lavoratore sud-coreano” ostaggio della Corea del Nord. Pyongyang, di rimando, dichiara “nulli” tutti i contratti di cooperazione con il Sud: se le aziende non accetteranno una “revisione” degli accordi, dovranno “abbandonare l’area”.
 
Kim Ho-nyoun, portavoce del Ministro sud-coreano per l’unificazione, conferma l’invio della “proposta al Nord”, in cui si chiede “un incontro per i primi giorni della prossima settimana”. La proposta di dialogo del Sud viene rispedita al mittente dal governo comunista, che annuncia “l’annullamento di tutti i contratti” che regolano il complesso industriale di Kaesong. In una nota pubblicata dall’agenzia ufficiale Korean Central News Agency (Kcna) si legge che “le aziende sud-coreane e il personale impiegato […] devono accettare in maniera incondizionata le revisioni, e se non hanno intenzione di farlo, posso anche andarsene”.
 
Il complesso industriale di Kaesong si trova all’interno di una regione amministrativa speciale creata nel 2002, a circa 10 km di distanza dalla zona demilitarizzata che funge da cuscinetto fra le due Coree. Un gruppo di industriali sud-coreani ha finanziato la costruzione di numerose fabbriche, al cui interno lavorano decine di migliaia di operai nord-coreani. Esso è il simbolo del timido tentativo di ristabilire relazioni commerciali ed economiche fra due Paesi ancora in guerra a livello formale.   
 
La prova di forza del regime comunista sembra una mossa per ottenere maggiori aiuti. L’economia nord-coreana attraversa una crisi acuita dalle sanzioni imposte dalla comunità internazionale per il lancio, lo scorso 5 aprile, del missile/satellite. Seoul, inoltre, ha sempre condizionato un sostegno economico all’interruzione del programma atomico. Ad aprile, nel complesso industriale di Kaesong, si è tenuto il primo vertice fra le due Coree in più di un anno. La Corea del Nord ha chiesto “nuovi negoziati” con il Sud per rivedere il contratto di utilizzo dei terreni e gli “speciali benefici” concessi alle aziende sud-coreane che operano nella zona.
 
Seoul intende infine trattare il rilascio del lavoratore sud-coreano nelle mani del regime comunista dal 30 marzo scorso; a suo carico l’accusa di aver “criticato il sistema politico nord-coreano”. Seoul ha definito il sequestro una “palese violazione dei diritti umani”; Pyongyang risponde che il Sud “ha sollevato la questione senza conoscere l’essenza del caso” e non intende liberare l’ostaggio.

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