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» 07/02/2012 08:41
SIRIA
Serghey Lavrov a Damasco per “ammorbidire” Assad. A Homs continua la battaglia
Dopo il veto di Russia e Cina del 4 febbraio si intensificano le iniziative diplomatiche per risolvere la crisi. Obama dichiara che non ci sarà un intervento stile Libia. Belgio, Gran Bretagna e Usa chiudono le ambasciate a Damasco.

Damasco (AsiaNews/Agenzie) – Sono ripresi questa mattina i combattimenti a Homs fra l’esercito siriano e i ribelli del Free Syrian Army, mentre oggi il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, accompagnato dal capo dei servizi di Intelligence russi per l’estero, Mikhail Fradkov, giungono a Damasco per discutere con il presidente Bashar al-Assad delle possibili vie di soluzione alla crisi. Dopo il veto del 4 febbraio da parte di Russia e Cina a una risoluzione Onu di condanna del regime siriano, la crisi ha assunto un nuovo aspetto anche a livello internazionale. Belgio, Gran Bretagna e Stati Uniti hanno chiuso le ambasciate a Damasco. Londra ha annunciato che spingerà per nuove sanzioni da parte dell’Unione europea. Il presidente Usa Barack Obama ha dichiarato invece che da parte dell’occidente non c’è l’intenzione di usare la forza, ma solo la pressione diplomatica. “Credo che sia molto importante cercare una soluzione senza ricorso a un intervento militare esterno. Credo sia possibile”.

A Damasco Lavrov cerca di ottenere “la più veloce stabilizzazione possibile della situazione in Siria sulla basse della più veloce applicazione delle riforme democratiche, il cui tempo è giunto”, ha dichiarato. Secondo gli analisti, Mosca tenta di salvare Assad, guadagnando tempo,e consigliandolo a ridurre l’uso della forza e fare concessioni. C’è da registrare nel frattempo una rara presa di posizione della moglie di Assad, Asma, la cui famiglia proviene da Homs, la città in cui in queste ore si combatte, a sostegno del marito. "Il presidente è il presidente della Siria, non di una parte dei siriani, e la first lady l'appoggia in questo ruolo", ha dichiarato Asma al-Assad in una mail inviata dal suo ufficio al Times di Londra, la sua prima dichiarazione ad un media internazionale dall'inizio degli scontri nel paese.

Mentre anche la Lega araba sta studiando nuove possibili iniziative per risolvere la crisi, la situazione sul terreno offre un quadro di rinnovata violenza, con perdite da entrambe le parti. Secondo fonti degli attivisti, non verificabili in maniera indipendenti, negli scontri a Homs ieri sarebbero morte 95 persone. Il Free Syrian Army ha annunciato l’organizzazione di “Consiglio rivoluzionario supremo” militare, che sarebbe comandato dal generale Ahmed al-Shaikh, l’ufficiale di grado più alto che ha abbandonato Assad e si trova attualmente in Turchia.

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