19/03/2007, 00.00
LIBANO
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Sfeir: la crisi politica minaccia la convivenza sociale

di Youssef Hourany
Il patriarca maronita chiede che le forze dell’ordine vengano messe in condizione di garantire la sicurezza e la tranquillità dei cittadini e si congratula con la polizia per la cattura degli attentatori di Aik Alak. Nessun ferito in due incidenti scoppiati nel nord e nella Bekaa.

Beirut (AsiaNews) – Nell’attuale “stato di caos” libanese, che colpisce non solo la vita politica, ma ha gravi conseguenze anche a livello sociale, esercito e polizia debbono essere messi in condizione di svolgere i loro doveri e garantire la tranquillità dei cittadini. Il patriarca maronita Nasrallah Sfeir, durante la messa celebrata ieri a Bkerke, è tornato ad esprimere la sua preoccupazione per la situazione. “I libanesi di tutte le classi sociali e religioni – ha detto tra l’altro – si lamentano per l’incertezza della situazione, perché vedono minacciati il loro futuro, le loro aspirazioni e i loro sogni”. Di qui il nuovo appello a “salvare il Paese prima che sia tardi, facendolo uscire dalla crisi attuale, che è la più drammatica degli ultimi trent'anni”.

Il cardinale Sfeir si è anche congratulato con le forze dell’ordine per la scoperta dei responsabili del crimine di Ain Alak, dove, il 13 febbraio due bus sono stati oggetto di un attentato esplosivo. Le forze dell’ordine, ha sostenuto il patriarca, “debbono poter disporre di tutti i mezzi moderni necessari che permettano loro di svolgere i loro compiti e di fare luce su tutti i crimini commessi sul territorio libanese”.

A proposito dell’attentato di Ain Alak, c’è da registrare che Shaker Abssi, capo di Fatah Islam, il movimento al quale apparterrebbero gli attentatori, ha negato l’esistenza di legami del suo gruppo con Al Qaeda e qualsiasi responsabilità con gli attentati.

A conferma delle preoccupazioni espresse dal card. Sfeir, ieri ci sono stati due diversi incidenti, nelle regioni settentrionali ed orientai del Paese. Nella regione del Menieh nel Nord Libano, durante un raduno organizzato dall’opposizione per commemorare la memoria di Yahia Skaff, un militante della resistenza che era stato liberato da Israele, aderenti alla Corrente del futuro del deputato Hariri hanno bloccato le strade ed impedito l'arrivo del rappresentante del presidente libanese Emile Lahoud, il ministro dimesso Yaacoub El Sarraf, e del rappresentante del presidente Berri, il deputato Ali Hasan Khalil. Ci sono stati spari e tafferugli, ma non si lamentano feriti.

Nella città di Bar Elias, nella Bekaa, invece, un gruppo di persone ha bersagliato di sassi il centro religioso di Omar Bin Khattab, dopo che si era sparsa la voce di una presenza di un esponente di Hezbollah, Sheikh Abdul Naser al-Jabri, ad un matrimonio che vi si stava celebrando. I manifestanti hanno rotto vetri e distrutto alcune automobili.

Sul piano politico, sono sospesi i colloqui in corso tra il presidente del Parlamento, Nabih Berri ed il leader della Maggioranza, Saad Hariri, a causa della partenza di quest’ultimo per Parigi. Nella capitale francese, Hariri ha ricevuto la Legion d’onore dal presidente Chirac. Nel corso della cerimonia, Chirac è tornato a rinnovare il suo impegno per l’unità, la libertà e la sovranità libanesi.

 

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