21/09/2021, 12.37
TAIWAN-CINA-FRANCIA
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Sfida a Pechino: confermata la visita dei senatori francesi a Taipei

L’ex ministro della Difesa Alain Richard guiderà la delegazione. L’ambasciata cinese a Parigi aveva provato a bloccare il viaggio. Continue “intimidazioni” dei cinesi nei confronti dei governi europei: il caso della Lituania. Strategia Ue per l’Indo-Pacifico: interesse per i microchip taiwanesi.

Taipei (AsiaNews) – Un gruppo di senatori francesi sfida la Cina e visiterà Taiwan dal 4 all’11 ottobre. Lo ha confermato ieri il ministero taiwanese degli Esteri, senza però fornire ulteriori dettagli. A guidare la delegazione transalpina sarà Alain Richard, ministro della Difesa ai tempi della presidenza Chirac e attuale presidente del Gruppo di amicizia franco-taiwanese del Senato di Parigi.

Richard si è recato più volte Taiwan. In febbraio, quando è emersa la notizia della sua visita a Taipei,  l’ambasciatore cinese in Francia Lu Shaye gli ha scritto una lettera intimandogli di abbandonare il proposito. Secondo il diplomatico cinese, il viaggio di Richard viola il “principio dell’unica Cina” e invia un segnale “sbagliato” di sostegno all’indipendenza taiwanese. Per Pechino, Taiwan è una provincia “ribelle”; il presidente Xi Jinping non esclude di riconquistare l’isola con la forza.

Il ministero francese degli Esteri ha risposto alla missiva di Lu sottolineando con durezza che i senatori francesi sono liberi di incontrare chiunque vogliano quando vanno in missione.

Le cancellerie europee si mostrano sempre meno timide rispetto alle “intimidazioni” di Pechino. Il 13 settembre il premier sloveno Janez Jansa, presidente di turno dell’Unione europea, ha chiesto agli Stati membri di appoggiare la Lituania, finita nel mirino del governo cinese. Lo scorso 10 agosto la Cina ha richiamato in patria il suo ambasciatore a Vilnius: una protesta contro la decisione del governo lituano di permettere a quello taiwanese di aprire un ufficio di rappresentanza con il nome “Taiwan”. Secondo alcuni media, i cinesi hanno imposto anche sanzioni commerciali, come la sospensione del servizio treni merci per la Lituania.

Non è la prima volta che leader e diplomatici cinesi intervengono contro le relazioni tra Stati europei e Taiwan. Nell’agosto 2020, il ministro cinese degli Esteri Wang Yi è arrivato a minacciare il presidente del Senato ceco Miloš Vystrčil, che in quei giorni si trovava in visita a Taipei. Wang ha detto che Vystrčil l’avrebbe “pagata cara”; lo stesso trattamento è stato riservato al sindaco di Praga Zdeněk Hřib, preso di mira per il gemellaggio della sua città con Taipei.

La Ue ha avuto sempre un approccio cauto rispetto a Taiwan, nel tentativo di sostenere Taipei senza arrivare a danneggiare i rapporti con la Cina, primo partner commerciale dell’Unione. La nuova “Strategia Ue per l’Indo-Pacifico” contiene però un elemento di novità al riguardo. Approvato dal Parlamento europeo il 16 settembre, il documento suggerisce un approccio più proattivo nei confronti di Taiwan. L’Ue dice di voler approfondire il dialogo con l’isola su commercio e investimenti; l’interesse europeo è rivolto soprattutto alla produzione e approvvigionamento di microchip, di cui Taipei è uno dei principali esportatori.

Nella strategia si evidenzia anche che le “manifestazioni di forza” e la crescente tensione nello Stretto di Taiwan (e nel Mar Cinese meridionale) possono avere un impatto diretto sulla sicurezza e la prosperità della Ue: un riferimento allo sviluppo militare cinese e alla risposta Usa.

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