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  • » 18/05/2006, 00.00

    cina

    Shanghai: vittime della Rivoluzione Culturale chiedono il risarcimento per le violenze subite



    La piccola manifestazione ha rotto il muro di silenzio imposto dal governo. Le vittime del "grande caos" chiedono anche il ritorno delle proprietà illegalmente requisite dallo stato.

    Shanghai (AsiaNews) – Un gruppo di persone di Shanghai ha avuto il coraggio di sfidare il silenzio imposto dalle autorità sulle commemorazioni della Rivoluzione Culturale. Circa 150 persone hanno protestato ieri contro il governo per essere stati deportati con la forza negli anni '60 e per essere stati trattati male al loro ritorno a Shanghai.

    La piccola e coraggiosa manifestazione si è tenuta nei pressi di un "ufficio per le petizioni", dove i cittadini possono indirizzare critiche e richieste al governo. Molti di loro avevano cartelli con su scritto: "Non c'è niente di male nel protestare".

    La maggior parte dei dimostranti ha subito negli anni '60 la deportazione nelle campagne del Xinjiang, all'interno del progetto maoista di "inviare nelle campagne" i giovani delle città

    Il gruppo ha presentato una regolare petizione, criticando gli aiuti medici e pensionistici loro dati dopo il ritorno a Shanghai. Tali aiuti sono da essi definiti "inadeguati".

    "Ci hanno obbligato ad andare là – ha gridato un donna di mezza età – ed ora vogliamo essere risarciti per tutto quanto ci è stato tolto… Abbiamo perso moltissimo".

    Durante la Rivoluzione Culturale (1966-1976), milioni di persone sono stati uccisi o perseguitati. Il Partito comunista ha proibito a tutti i cinesi di parlare dell'argomento, temendo che "antiche ferite" vengano riaperte. Il timore è che molte persone chiedano giustizia per le violenze subite, domandando risarcimenti allo stato e al Partito.

    Secondo studiosi del periodo, durante i 10 anni del "grande caos", vi sono stati almeno 3 milioni di morti e 200 milioni di persone segnate dalle violenze. Nelle lotte intestine, molte proprietà furono distrutte o requisite. Accademici cinesi sostengono che il governo dovrebbe compensare le vittime delle violenze e ritornare tutte le proprietà requisite illegalmente.

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