08/04/2008, 00.00
INDIA - AFRICA
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Si è aperto il primo summit India – Africa

New Delhi vuole aumentare i rapporti commerciali e diplomatici con il Continente nero. Cerca energia e materie prime in cambio di prestiti e opere. Esperti: per contrastare la forte presenza cinese dovrà proporre una collaborazione diversa e più rispettosa delle esigenze locali e dei diritti della gente.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Si è aperto oggi a New Delhi il primo summit tra India a Paesi africani, per aumentare i rapporti commerciali e diplomatici. L’India vuole seguire la via cinese di offrire prestiti agevolati e opere a buon prezzo in cambio di materie prime, ma anche sviluppare un modello di collaborazione alternativo a quello sempre più criticato di Pechino.

Al summit di due giorni partecipano 14 leader africani, tra cui quelli di Sudafrica, Uganda, Egitto, Kenya, Tanzania, Ghana, Algeria ed Etiopia. Il premier indiano Manmohan Singh ha annunciato l’impegno di almeno 500 milioni di dollari nei prossimi 5 anni per realizzare opere e servizi in Africa, come pure di portare i finanziamenti dai 2,15 miliardi di dollari degli ultimi 5 anni (reti elettriche in Mozambico ed Etiopia, ferrovie in Senegal e Mali, fabbriche di cemento in Congo, edifici in Ghana, strutture militari in Sierra Leone, centri di addestramento tecnologico nel Lesotho) ad oltre 5,4 miliardi. Si prevede che ci saranno numerosi accordi commerciali e di collaborazione.

Alpha Oumar Konare, ex presidente dell’Unione africana, ha detto oggi che è importante “per l’Africa evolversi dal sistema coloniale del commercio che ci ha ridotti a un semplice mercato”. La crescita dei prezzi di alimenti e petroli sono un grande problema per molti Stati africani e l’India “può sostenere le nostre iniziative per combattere la fame che minaccia molti nostri Paesi”.

L’India ha sempre maggior bisogno di energia e materie prime: più volte battuta da Pechino nei mercati vicini, come Kazakistan e Myanmar, cerca ora in Africa, dove la Cina è già attiva da molti anni. New Delhi ha sempre avuto rapporti soprattutto politici con l’Africa, sostenendo vari movimenti indipendentisti. Ma i rapporti commerciali sono di “appena” 30 miliardi di dollari annui, seppure cresciuti di 6 volte in 5 anni. La Cina ha avuto scambi per 73,3 miliardi nel 2007 e nel 2006 ha ospitato un summit con 50 Stati dell’Africa. Nel Paese già studiano almeno 15mila studenti africani. L’India è leader in settori molto utili per l’Africa, come l’uso di tecnologia a basso costo e la produzione di economici farmaci generici.

Il sostegno degli Stati d’Africa è importante anche in campo internazionale, con l’India che ambisce a un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

New Delhi vuole anche contrastare la crescente presenza cinese nell’Oceano Indiano per gli scambi con l’Africa. Potrebbe offrire una collaborazione maggiormente rispettosa dei diritti e degli interessi dei Paesi, per non ripetere gli errori di Pechino. La Cina ha ottenuto ricchi contratti per petrolio e materie prime concedendo prestiti ai governi senza preoccuparsi del loro utilizzo. Ma ora è molto contestata in alcuni Paesi, come dimostrano le recenti proteste anticinesi dei minatori nello Zambia. (PB)

 

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