01/03/2017, 14.31
VATICANO
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Si è dimessa dalla Commissione per la protezione dei minori Marie Collins, vittima di abusi

In un articolo la donna parla di mancanza di risorse, inadeguatezza delle strutture del personale, lentezza dei progressi, resistenza culturale e soprattutto della resistenza di persone e uffici della Curia romana ad accogliere le raccomandazioni della Commissione, “nonostante la loro approvazione da parte del Papa”. Continuerà però a collaborare con la Commissione in un “ruolo educativo”.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Mancanza di risorse, inadeguatezza delle strutture del personale, lentezza dei progressi, resistenza culturale: sono le motivazioni addotte da Marie Collins (a sin. nella foto) per motivare le sue dimissioni dalla Pontificia commissione per la protezione dei minori. La Collins, irlandese, che è una vittima di abusi, ha però accettato l'invito del presidente della Commissione, cardinale Sean Patrick O'Malley, (a destra nella foto) di continuare a lavorare con la Commissione in un ruolo educativo “in riconoscimento delle sue  eccezionali capacità di insegnamento” e per l'impatto della sua testimonianza personale.

In un articolo pubblicato oggi – giorno delle dimissioni – sul National Catholic Reporter , la Collins scrive: “Sono venuto al punto in cui non posso più essere sostenuta dalla speranza” e sottolinea la resistenza di persone e uffici della Curia romana ad accogliere le raccomandazioni della Commissione, “nonostante la loro approvazione da parte del Papa”. “E’ inaccettabile la riluttanza di alcuni nella Curia vaticana ad attuare le raccomandazioni o cooperare con il lavoro di una commissione quando lo scopo è quello di migliorare la sicurezza dei bambini e degli adulti vulnerabili in tutto il mondo”.

“Durante il nostro primo anno – scrive ancora - abbiamo dovuto andare avanti senza un ufficio o personale” ed è stato “difficile per un lungo periodo” trovare un metodo col quale dialogare con i dicasteri vaticani. La Collins ricorda poi che la mancata attuazione – malgrado l’approvazione papale del giugno 2015 - della raccomandazione della Commissione di creare un tribunale per esaminare le negligenze delle quali i vescovi avrebbero potuto essere chiamati a rispondere.  

Da parte sua, il presidente della Commissione,  cardinale O'Malley, in una dichiarazione diffusa oggi esprime "a nome dei membri della Commissione” i “più sinceri ringraziamenti” alla signora Collins “per i contributi straordinari che ha offerto come membro fondatore della Commissione”. La nota afferma poi la volontà di “ascoltare con attenzione” le preoccupazioni che la Collins vorrà condividere e che tali temi saranno affrontati nella plenaria in programma il mese prossimo. “Con i membri della Commissione sono profondamente grato per la volontà di Maria di continuare a lavorare con noi nella formazione dei responsabili ecclesiastici, compresi i programmi futuri per i nuovi vescovi e per i dicasteri della Santa Sede".

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