27 Agosto 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 08/08/2012
IRAN - USA
Si riprende la Standard Chartered Bank dopo le accuse sui suoi traffici iraniani
La banca britannica avrebbe fatto transazioni illecite con Teheran per oltre 250 miliardi di dollari. Prima di lei, sono incappate nello stesso problema HSBC, Barclays, Lloyd's, Credit Suisse. Forse la soluzione sta nel pagare una multa salatissima di 700 milioni di dollari. L'embargo verso l'Iran non è preso sul serio nemmeno negli Stati Uniti.

Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) - Le azioni della Standard Chartered Bank stanno risalendo dopo la batosta di questi giorni in cui le autorità finanziarie di New York l'avevano accusata di transazioni illecite con l'Iran

Ieri dopo la denuncia, le azioni della StanChart erano scese del 16,8%; oggi sono risalite del 2% a Hong Kong e del 6% nella mattinata a Londra.

Il New York State Department of Financial Services (DFS), ha accusato la StanChart di avere camuffato e nascosto in modo sistematico transazioni finanziarie con banche iraniane per un valore di almeno 250 miliardi di dollari. Il periodo considerato è quello dal 2001 al 2010 e coinvolge almeno 60mila transazioni segrete. Secondo l'accusa, la banca spostava denaro cancellando l'interlocutore iraniano o mettendo nomi falsi. Essa aveva perfino diffuso un "prontuario" in cui si spiegava i metodi da usare quando l'Iran era coinvolto. In tal modo, secondo il DFS, la banca britannica è divenuta una "istituzione delinquenziale" che ha permesso a "terroristi" e "criminali" di utilizzare il sistema bancario americano.

Da anni il governo Usa ha posto l'embargo sulle transazioni di alcune istituzioni bancarie iraniane a motivo del "terrorismo" e delle sanzioni contro l'Iran. La StanChart rischia ora una multa di circa 700 milioni di dollari Usa e la minaccia di vedere revocata la sua licenza bancaria a New York, unico luogo in cui essa è presente negli Stati Uniti.

La banca incriminata, che svolge commerci soprattutto in Asia, Africa e Medio oriente, si difende dicendo che solo una piccolissima percentuale delle sue transazioni sono ingiustificate e che "il 99,9%" di esse sono in regola. Secondo la StanChart, il volume ingiustificato di transazioni finanziarie che coinvolgono l'Iran non supera i 14 milioni di dollari

Alcuni analisti sospettano che il caso sia usato per una "guerra fra banche" per sopprimere qualche pericoloso concorrente.

Altre banche, prima della StandChart sono incappate in accuse simili. Fra queste vi è HSBC, Barclays, Lloyd's, Credit Suisse. Il tutto si è risolto -o è in via di soluzione - con il pagamento di salate multe.

Altri analisti fanno notare che l'embargo verso l'Iran ha delle falle - risibili - anche negli Usa. Secondo il New York Times almeno 10mila compagnie americane fanno commercio con l'Iran e godono di "esenzione (dall'embargo) per motivi umanitari".

Fra le molte compagnie vi sono General Electric, Kraft Foods, Pepsi, Wrigley, ecc..., che vendono "sigarette, gomma da masticare, salsa piccante, medicine per perdere peso, attrezzature sportive" e perfino pop-corn.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
01/08/2012 IRAN - USA
Migliaia di bambini iraniani "vittime collaterali" delle sanzioni di Obama
15/02/2012 INDIA
L’India sfrutta l’embargo Usa sull’Iran
di CT Nilesh
23/05/2007 CINA - STATI UNITI
Washington chiede a Pechino impegni concreti su valuta e commercio
15/07/2014 IRAN - STATI UNITI
Nucleare iraniano: ancora lontano l’accordo fra Teheran e le potenze occidentali
30/07/2007 CINA - STATI UNITI
Il segretario al Tesoro Usa in Cina per evitare una guerra commerciale

In evidenza
IRAQ-ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del Patriarca Louis Sako; le preoccupazioni del vescovo del Kurdistan
di Bernardo CervelleraIl capo della Chiesa caldea ringrazia per la campagna di AsiaNews e spera che "questa catena di solidarietà si allunghi". Aiutare i profughi a rimanere in Iraq. Ma molti vogliono fuggire all'estero. Il vescovo di Amadiyah, che ha accolto migliaia di sfollati nelle chiese e nelle case: Aiutiamo anche arabi (musulmani) e yazidi, in modo gratuito e senza guardare alle differenze confessionali.
ITALIA - IRAQ
"Adotta un cristiano di Mosul", rispondere nei fatti e con la vita all'emergenza irachenaAsiaNews lancia una raccolta fondi per sostenere i fedeli nel mirino dello Stato islamico, dopo le richieste del Patriarca di Baghdad e il pressante appello di papa Francesco "a assicurare gli aiuti necessari, soprattutto quelli più urgenti, a così tanti sfollati, la cui sorte dipende dalla solidarietà altrui". Oltre 100mila persone sono state costrette a fuggire dalle loro case senza niente addosso, e ora non hanno di che vivere. Per aiutarli, bastano 5 euro al giorno: i fondi raccolti saranno inviati al Patriarcato di Baghdad, che provvederà a distribuirli secondo i bisogni di ogni famiglia.
CINA-VATICANO
Vescovo e sacerdoti di Wenzhou denunciano la campagna del governo contro le croci e le chiese del Zhejiang
di Eugenia ZhangPer mons. Vincenzo Zhu Weifang, della Chiesa ufficiale, la campagna di distruzione aumenta l'instabilità sociale. E' vera persecuzione contro la fede cristiana. Il vescovo si scusa per non essere intervenuto prima: sperava che la campagna finisse presto. Fedeli cattolici e protestanti sono rimasti feriti per difendere i loro edifici sacri. I sacerdoti di Wenzhou: la campagna è ingiusta e colpisce anche edifici in regola. Questi "atti stupidi" del governo provocano una distruzione dell'armonia sociale.

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate