14/09/2021, 08.55
EGITTO-ISRAELE
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Sicurezza e conflitto palestinese al centro dei colloqui fra al-Sisi e Bennett

Per la prima volta in 10 anni un premier israeliano si reca in visita ufficiale in Egitto. L’incontro è avvenuto nel resort turistico di Sharm el-Sheikh. Per il leader israeliano poste “le fondamenta per legami più profondi in futuro”. Il settore energetico di interesse strategico, con l’accordo sulle esportazioni di gas naturale da 11,3 miliardi euro. 

Il Cairo (AsiaNews/Agenzie) - La sicurezza nella regione e il conflitto israelo-palestinese, elemento di forte tensione per il quale è “assai improbabile” nell’immediato futuro una ripresa dei colloqui di pace fra le parti. Sono questi i temi al centro dell’incontro, avvenuto ieri nel resort turistico di Sharm el-Sheikh, fra il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi e il Primo Ministro israeliano Naftali Bennett, primo capo del governo dello Stato ebraico negli ultimi 10 anni a recarsi in visita ufficiale nel Paese dei faraoni. Un viaggio durato poche ore che potrebbe rappresentare il punto di partenza per ulteriori passi diplomatici, grazie al ruolo di mediatore del Cairo con Hamas e l’Autorità palestinese. 

L’Egitto è stata la prima nazione araba a sottoscrivere un trattato di pace con Israele nel 1979, ma le relazioni fra i due vicini sono state spesso tormentante. In una nota diffusa a conclusione dell’incontro, Bennett ha detto che il faccia a faccia di ieri ha “posto le fondamenta per legami più profondi nel futuro”. “Abbiamo affrontato tutta una serie di questioni - ha aggiunto - nei settori della diplomazia, della sicurezza e della sfera economica, oltre ad approfondire i rapporti e rafforzare gli interessi comuni dei nostri Paesi”. 

L’ufficio di presidenza egiziano sottolinea che i due leader hanno inoltre discusso “gli sforzi per rilanciare il processo di pace” israelo-palestinese, su un binario morto dal 2014 e attorno al quale al momento non vi sono grandi speranze di ripresa. Il premier israeliano ha poi posto la questione delle spoglie di due soldati israeliani uccisi a Gaza sempre nel 2014 e mai restituiti e la sorte di due civili entrati clandestinamente nell’enclave palestinese e poi rapiti dalle milizie locali. Il Cairo insiste infine sull’importanza dell’opera di ricostruzione delle infrastrutture e delle attività in rovina a causa del blocco che Israele impone da ormai 15 anni sulla Striscia. 

I colloqui fra Bennett e al-Sisi si sono infine focalizzati su alcune questioni regionali, fra cui il dossier relativo al programma nucleare iraniano fonte di tensione fra Israele e Teheran. Il premier israeliano ha poi concluso dicendo di aver esplorato con la controparte “i modi per approfondire relazioni e interessi dei due Paesi”, che di recente hanno rafforzato i legami nel settore dell’energia. Dal 2020, infatti, il Cairo riceve gas naturale da Israele per liquefarlo ed esportarlo in Europa, un affare del valore di 11,3 miliardi di euro.

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