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  • » 08/02/2018, 12.15

    FILIPPINE

    Silsilah, dialogo ed educazione al centro della ‘Settimana dell’armonia religiosa’



    “Celebrare il potere trasformante dell'amore di Dio e l'amore del prossimo per il bene comune” il tema dell’edizione 2018. Circa 250 insegnanti islamici hanno preso parte all’incontro, insieme ai più rispettati leader religiosi di Zamboanga. P. Sebastiano D’Ambra: “Le riflessioni di alcuni, in linea con il messaggio di papa Francesco contro la violenza in nome della religione”.

    Zamboanga (AsiaNews) – Si è conclusa ieri a Zamboanga (Mindanao), la “Settimana mondiale dell’armonia religiosa” (Wihw, 1-7 febbraio), promossa dal movimento per il dialogo e la pace Silsilah [in arabo: catena, legame ndr], fondato dal missionario del Pime p. Sebastiano D’Ambra nel 1984. L’iniziativa è giunta alla sesta edizione ed il successo riscosso ha spinto i gruppi interreligiosi di Zamboanga a formare un'associazione: la United Nations Interfaith-Harmony Partners-Zamboanga (Uni-Hp-Z). Fanno parte di essa i 35 partner, organizzazioni operative nell’ambito dell’educazione, che hanno coordinato e finanziato le numerose attività dell’edizione 2018, dal tema “Celebrare il potere trasformante dell'amore di Dio e l'amore del prossimo per il bene comune”.

    Lo scorso anno, l’isola di Mindanao è stata al centro di sanguinosi scontri tra le forze governative ed i Maute, un gruppo terroristico ispirato allo Stato islamico, che per cinque mesi hanno assediano la città islamica di Marawi. Le violenze hanno causato la morte di almeno 1,131 persone e suscitato tensioni etnico-religiose nel territorio, dove è concentrata la maggior parte della popolazione musulmana delle Filippine, circa il 20% di quella totale.

    “In qualità di promotore di questo programma – racconta p. Sebastiano D’Ambra – ero presente nella maggior parte degli eventi importanti in città ed ho seguito le stesse attività svolte a livello nazionale. Ho focalizzato la mia attenzione su un progetto svolto a Zamboanga, dedicato a tutti gli insegnanti musulmani di Lingua araba ed educazione ai valori islamici (Alive) del Dipartimento dell'educazione (DepEd) sotto la guida di Haja Sarah Handang”. L’educatrice musulmana ed attivista per il dialogo religioso è un membro impegnato di Silsilah. Ella è a capo dell’Mpe, il Programma educativo per le madrasse [scuole coraniche, ndr]. Il progetto, finanziato dal governo delle Filippine, fornisce uno standard di istruzione di base a tutti i docenti di Alive nelle madrasse pubbliche e private del Paese.

    Circa 250 insegnanti hanno preso parte all’incontro del 2 febbraio (foto), insieme ai più rispettati leader religiosi di Zamboanga. P. D’Ambra sottolinea l’importanza di questo momento di dialogo: “Lo spirito di sincera amicizia e rispetto per Silsilah che i partecipanti hanno dimostrato in questa occasione è stato molto toccante. Ho ascoltato i leader musulmani presentare l'islam come religione di pace e incoraggiare gli insegnanti a lasciarsi guidare dallo spirito buono della religione e non da quelli che promuovono la violenza. In questo contesto, trovo le riflessioni di alcuni leader musulmani in linea con il messaggio di papa Francesco”.

    P. D’Ambra cita le parole che il pontefice ha pronunciato lo scorso 2 febbraio, nell’udienza con i partecipanti alla Conferenza “Tackling violence committed in the name of religion”. Durante il discorso rivolto ai presenti, egli aveva dichiarato: “La violenza propagandata e attuata in nome della religione non può che attirare discredito verso la religione stessa; come tale, dovrebbe essere condannata da tutti e, con speciale convinzione, dall’uomo autenticamente religioso, il quale sa che Dio è soltanto bontà, amore, compassione, e che in Lui non può esserci spazio per l’odio, il rancore e la vendetta. […] Occorre perciò impegnarsi insieme, leader politici e responsabili religiosi, insegnanti e operatori dell’educazione, della formazione e dell’informazione, per avvertire chiunque venisse tentato da forme perverse di religiosità traviata, che esse nulla hanno a che vedere con la testimonianza di una religione degna di questo nome”.

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