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    » 06/08/2012, 00.00

    EGITTO - ISRAELE

    Sinai, gruppo armato uccide 16 poliziotti egiziani



    L'attacco è avvenuto ieri sera nei pressi del valico di Rafah. Il commando ha assaltato il posto di blocco con mezzi blindati, razzi anticarro e granate. Non vi sono ancora rivendicazioni. Questa mattina l'esercito israeliano ha trovato i cadaveri di cinque assalitori. Il presidente egiziano dichiara lo stato di emergenza.

    Il Cairo (AsiaNews/ Agenzie) - Almeno 16 poliziotti egiziani sono rimasti uccisi in un attacco lanciato ieri sera da un gruppo di uomini armati - forse islamisti palestinesi - contro un posto di blocco a Rafah sul confine fra Egitto e la Striscia di Gaza nel Sinai del nord. Questa mattina, i soldati dell'esercito israeliano hanno ritrovato i cadaveri di cinque persone appartenenti al commando. Rafah è il valico che mette in comunicazione la popolazione palestinese rinchiusa a Gaza e sotto l'egida di Hamas, al vicino Egitto.

    Dopo un incontro con il Consiglio supremo delle forze armate, Mohammed Morsi, presidente egiziano, ha dichiarato lo stato di emergenza e ha assicurato che "l'esercito egiziano riprenderà il controllo del Sinai". Morsi ha definito l'assalto "un atto codardo" e ha chiesto alle forze di sicurezza di difendere la sovranità del Paese e di proteggere il Sinai da tutti i gruppi armati. Al momento il valico di Rafah è chiuso a tempo indeterminato.

    L'attacco è avvenuto intorno alle 21,00 di ieri sera, mentre i soldati egiziani si stavano preparando per l'iftar, la cena che segna l'interruzione del digiuno del Ramadan. Due gruppi armati con il volto coperto e abiti da beduini hanno fatto irruzione nel posto di blocco a bordo di due fuori strada blindati, sparando con mitragliatrici pesanti, granate e razzi anticarro. Uno dei veicoli si è fatto esplodere contro le barriere del valico, l'altro è stato distrutto dalle forze aree israeliane.

    A tutt'oggi nessuno ha rivendicato l'attacco, ma un funzionario dell'esercito egiziano sostiene che il gruppo appartenga alle frange islamiste attive nel Sinai, responsabili di diversi attacchi contro gli oleodotti, forze di sicurezza egiziane e israeliane. Poche ore prima dell'assalto, le forze israeliane avevano ucciso due terroristi armati, che a bordo una motocicletta si stavano lanciando contro un posto di blocco.

    Circa 1.000 soldati appartenenti alla polizia di frontiera  sono  di stanza nel Sinai, con il compito di custodire la striscia di costa e le strade che portano alle principali città del nord del Sinai: El Arish e Rafah. Essi non appartengono alle unità d'elite e non sono addestrati ad affrontare eventuali attacchi terroristi su vasta scala, in aumento dopo la caduta di Hosni Mubarak.  

     

     

     

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