10/10/2018, 11.25
PAKISTAN
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Sindh, un ‘villaggio dell’armonia’ dove anche i musulmani rispettano le vacche (Video)

di Kamran Chaudhry

Si chiama Kohli Veri Rughani Pato e vi risiedono 100 famiglie indù. Sui serbatoi d’acqua è incisa la croce cristiana; nella vicina città di Mithi al mercato non si vede carne bovina. I musulmani rispettano il credo degli indù. La Caritas ha attivato programmi contro la siccità e in favore degli agricoltori.

Tharparkar (AsiaNews) – Piume di pavone e foto di divinità indù decorano il piccolo tempio all’entrata del villaggio di Kohli Veri Rughani Pato. Al di fuori del recinto, due serbatoi d’acqua mostrano il simbolo della croce cristiana. Ogni volta che Krishan Prema visita il tempio di fango, egli prega affinchè la pioggia riempia i serbatoi e i pozzi del suo villaggio. Ad AsiaNews l’anziano 85enne afferma: “A luglio è piovuto per pochi minuti, ma avremmo bisogno almeno di un miracolo per far crescere il raccolto. L’intero villaggio prende l’acqua da una cisterna, mentre la seconda è asciutta da due mesi. Di solito i miei quattro figli lavoravano nelle fattorie durante i periodi di fioritura. Tutti loro sono stati costretti ad abbandonare [il villaggio] e andare in città. Adesso lavorano alla giornata”. Poi aggiunge: “Più di 40 capre sono già morte a causa di infezioni ai piedi e alla bocca. Ringraziamo il gruppo della Chiesa che ci ha fatto visita nonostante la via sterrata. La maggior parte di coloro che lavorano per il governo preferiscono aiutare i villaggi situati lungo la strada”.

Il villaggio di Kohli Veri Rughani Pato, dimora di circa 100 famiglie indù, è uno dei più colpiti dalla siccità nel distretto di Tharparkar [nella provincia del Sindh]. Ad agosto nel distretto sono morti nove neonati e durante tutto l’anno almeno 375 bambini sono deceduti a causa della malnutrizione.

Lo scorso mese il governo ha dichiarato sei distretti, compreso quello di Tharparkar, come “aree colpite da calamità”, a causa delle scarse precipitazioni. Il 3 ottobre Imran Khan, primo ministro pakistano, ha ordinato al Ministro della sanità di visitare le regioni colpite dalla siccità per valutare e garantire strutture mediche alla popolazione. L’amministrazione distrettuale di Tharparkar ha già iniziato a distribuire 50 chili di grano ad ogni famiglia.

Nella provincia del Sindh vive la gran parte degli otto milioni di indù residenti in Pakistan, un Paese a maggioranza islamica. Il distretto di Tharparkar è quello con la più alta percentuale (attorno al 40-50%) e la città di Mithi ha la più elevata presenza di indù nel Paese. In questa città le vacche, considerate sacre dagli indù, vagano liberamente, così come avviene nello Stato indiano del Rajasthan, a circa 150 km di distanza.

Manshad Asghar, segretario esecutivo di Caritas Pakistan per l’ufficio di Hyderabad (Cph), riporta che “al mercato di Tharparkar si può trovare carne di pollo e di montone, ma nessuno vende quella di manzo. Questo è un vero grande esempio di armonia interreligiosa. Gli abitanti locali rispettano il credo degli indù. Mandrie di bovini pascolano in modo pacifico nelle zone desertiche adiacenti ai villaggi indù”.

La Caritas ha attivato un programma per arginare gli effetti della siccità in 50 villaggi del distretto: ha formato un Comitato per lo sviluppo del villaggio, organizzato corsi di formazione su salute e igiene, la gestione del bestiame e del raccolto, la conservazione del suolo e dell’acqua, su come immagazzinare i semi, preservare il cibo e il mangime. In totale, dal 2016 l’associazione cattolica ha costruito 500 serbatoi per raccogliere l’acqua, piantato 7.232 alberi, distribuito 825 pacchi di cibo e 1.460 capre; ha vaccinato quasi 241mila capi di bestiame, rispristinato 20 stagni, riparato 40 pozzi e distribuito semi a 975 agricoltori in tutta la regione.

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