13/03/2019, 15.12
SINGAPORE
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Singapore, mons. Goh agli artisti: Servire bellezza, verità e amore

Nella sua ultima lettera pastorale, l’arcivescovo mette in guardia i cattolici dall’arte che offende e divide. La vocazione artistica comporta responsabilità sociali. Il documento segue la censura imposta dal governo su un gruppo musicale satanista.

Singapore (AsiaNews) – La vocazione di un artista non è provocare, ma “servire bellezza, verità e amore”: lo afferma mons. William Goh Seng Chye (foto), arcivescovo di Singapore, nella sua ultima lettera pastorale dal titolo “Esortazione agli artisti e ai promotori delle Arti”. “Attraverso le loro opere – spiega il presule nel documento – [questi] ispirano l’umanità ad apprezzare la bellezza della creazione e quindi conducono le persone a connettersi con il Sacro e la Trascendenza”.

La lettera di mons. Goh segue di alcuni giorni le polemiche che hanno portato alla censura, da parte del governo, di un controverso gruppo death metal svedese, i Watain Live. Su indicazione del ministero degli Interni, l’Autorità per lo sviluppo dei media d’informazione e comunicazione (Imda) ne ha cancellato un concerto, in programma il 7 marzo scorso. L’amministrazione ha giustificato il provvedimento con i timori per la “denigrazione delle religioni e la promozione della violenza”, che contraddistinguono la musica e le esibizioni della band. Sul palco, i musicisti sono soliti inscenare cerimonie sataniche e gettare sangue sui fan.

In virtù dell’importante ruolo che ricoprono all’interno della società, mons. Goh sottolinea che gli artisti sono “chiamati ad utilizzare la propria vocazione per il bene comune”. Tuttavia, negli ultimi tempi molti hanno sono venuti meno a tale responsabilità: “Sfortunatamente – prosegue l’arcivescovo – oggi l'arte è diventata sinonimo di tutto ciò che è avanguardia; una licenza a spingere i confini della convenzione; la piattaforma per sminuire e prendere in giro, nel nome della ‘libertà di espressione’, qualsiasi cosa non si condivida, come le credenze religiose, e sostenere una filosofia nichilista che è distruttiva per il benessere dell'umanità”.

“È in questo contesto che dobbiamo essere vigili nel nostro discernimento su ciò che è veramente arte, e ciò che è viltà travestita da arte”, ammonisce mons. Goh. “Se da un lato dobbiamo rispettare il fatto che le persone hanno gusti e valori diversi, dall’altro abbiamo il dovere morale di assicurare che le persone di tutte le comunità, religiose o meno, coesistano e vivano in pace e rispetto reciproco”. Di conseguenza, i governi hanno l'obbligo di proteggere il bene comune, garantendo che “le arti promosse siano al servizio della verità, dell'amore e dell'unità”.

“Invito – conclude l’arcivescovo di Singapore – tutti i cristiani e le persone di buona volontà a recuperare il vero significato delle arti; incoraggiare tutti gli artisti a promuovere le arti che ispirano la pace, il vero amore e la bellezza e danno vita, gioia e speranza ai nostri popoli”.

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