24/10/2019, 15.54
VATICANO
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Sinodo Amazzonia: card. Stella, il celibato ‘grande bellezza’ della vita del prete

“La Chiesa è rimasta l’unica istituzione che predica un impegno per sempre: per i sacerdoti, la vita consacrata e il matrimonio”, “una grande e sfida e una tremenda esigenza interiore”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Oggi la Commissione di redazione rivede ed approva il testo definitivo del documento finale del Sinodo sull’Amazzonia, a due giorni dalla votazione finale del documento che poi sarà consegnato al Papa.

Intervenendo al briefing quotidiano sui lavori sinodali, oggi il card. Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero ha definito il celibato come “la grande bellezza della vita di un sacerdote, che però va coltivato perché è un tesoro che coltiviamo in vasi di argilla”. “Io – ha aggiunto - dico sempre ai vescovi: ‘formate bene i sacerdoti, siate molto vigilanti anche sugli aspetti umani della persona’”.

“La Chiesa – ha poi sottolineato - è rimasta l’unica istituzione che predica un impegno per sempre: per i sacerdoti, la vita consacrata e il matrimonio”, “una grande e sfida e una tremenda esigenza interiore”.

“Il dono del celibato – ha affermato– rappresenta oggi per i giovani e anche per i sacerdoti una grande sfida personale, che si deve assumere con grande coscienza interiore dopo un tempo di addestramento e di formazione personale”. “Preghiera, disciplina e impegno personale”: sono i tre requisiti che fanno sì che “il celibato si può vivere, ma consapevoli che viviamo in un mondo che non lo assume come un valore”. “Dobbiamo parlare ai giovani e presentare le esigenze del sacerdozio latino come grande impegno e grande bellezza”. Il celibato infatti “è una vocazione, che per essere accolta, oltre che della preparazione in un contesto di grande qualità umana, ha bisogno dell’equilibrio di una mente sana e di una affettività trasparente”.

Quanto all’ordinazione di anziani uomini sposati, “quello che il Sinodo potrà dire sui nuovi cammini di ministerialità lo lasciamo al discernimento dei padri sinodali e al discernimento finale del Santo Padre, che ha il compito di fare il discernimento di Pietro”.

Dei ministeri nel documento finale ha parlato anche mons. Ricardo Ernesto Centellas Guzman, vescovo di Potosì in Bolivia e presidente della Conferenza episcopale del suo Paese. Intervistato da Vatican News, egli ha dichiarato di essere “sicuro che il documento finale darà un’indicazione affinché la Chiesa possa lavorare a partire dall’Amazzonia, mettendo in evidenza anche l’esigenza di un compromesso sociale. Perché la situazione dell’Amazzonia non riguarda solo l’America Latina ma è una questione planetaria. Dobbiamo trovare una soluzione globale”.

Quanto al ruolo da dare alle donne, “per esempio – ha detto - la presa in carico, in modo ufficiale, della leadership delle comunità cristiane ed un ruolo nei consigli pastorali delle parrocchie, nei consigli diocesani. In tutto ciò vedrei bene l’impegno futuro delle donne”.

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