17/05/2018, 08.48
SIRIA

Siria, l’Opac conferma: a febbraio un attacco con armi chimiche

A Saraqeb rinvenuta una “insolita presenza” di cloro. Il gas sarebbe stato “rilasciato da cilindri” in seguito a un “impatto meccanico”. Restano sconosciuti gli autori dell’attacco. Attesa per i risultati dell’inchiesta a Douma; riesumati cadaveri e prelevati campioni di terreno. 

 

Damasco (AsiaNews/Agenzie) - Nel febbraio scorso, durante un attacco alla città siriana di Saraqeb, nel nord del Paese, è stato utilizzato “con molta probabilità” il cloro “come arma chimica”. Ad affermarlo sono gli esperti dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac), che avrebbero trovato tracce del gas “rilasciato da cilindri” in seguito a un “impatto meccanico”. 

In linea con il mandato assegnato, gli esperti non hanno voluto però indicare chi, fra esercito governativo e milizie ribelli in lotta contro il presidente Bashar al-Assad, avrebbe utilizzato le armi chimiche. All’epoca dell’attacco medici e attivisti avevano parlato di bombe al cloro lanciate da elicotteri governativi 

Nel contesto della missione esplorativa a Saraqeb, controllata dall’opposizione e obiettivo di attacchi governativi nei mesi scorsi, gli esperti hanno rinvenuto due cilindri contenenti tracce di cloro. Al contempo, alcuni campioni prelevati dal terreno hanno rivelato “una insolita presenza” del gas. All’epoca dell’attacco almeno 11 persone avevano riportato difficoltà respiratorie. 

Damasco aveva negato a più riprese l’uso di armi chimiche. 

Nel corso dell’indagine gli esperti Opac avevano interrogato testimoni locali, che hanno parlato di “sintomi” corrispondenti “a una esposizione al cloro”. Ahmet Uzumcu, direttore Opac, ha condannato “l’uso di prodotti chimici tossici come armi, a prescindere dai luoghi e dalle circostanze”.  

L’attenzione della diplomazia internazionale è però concentrata sugli esiti di un’altra missione dell’Opac, tuttora in corso a Douma, alla periferia di Damasco. Ai primi di aprile l’esercito governativo avrebbe attaccato l’area, utilizzando - secondo Stati Uniti e fronte anti-Assad - armi chimiche e provocando almeno 40 morti e decine di feriti.

L’operazione ha innescato la risposta di Washington, Londra e Parigi, che hanno lanciato una serie di raid punitivi contro obiettivi militari in Siria. Gli esperti hanno riesumato alcuni cadaveri e prelevato campioni di terreno, al momento in fase di studio in diversi laboratori.

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