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» 24/08/2009
MALAYSIA
Sospese le frustate alla modella, gesto di “pietà” per il Ramadan
La donna era stata condannata a sei frustate per aver consumato birra in un locale notturno. La sentenza verrà eseguita al termine del mese sacro di digiuno e preghiera. Maggioranza e opposizione malaysiane tacciono sulla vicenda per non perdere il sostegno dell’ala fondamentalista.

Kuala Lumpur (AsiaNews/Agenzie) – Le autorità malaysiane hanno sospeso la fustigazione di Kartika Sari Dewi Shukarno, 32 anni e modella part-time, incriminata per violato la legge islamica che vieta di bere alcolici. Alla base della decisione vi sarebbe un gesto di “pietà” dei giudici, che non vogliono infliggere la sentenza durante il mese sacro del Ramadan, iniziato lo scorso fine settimana.
 
Nel dicembre 2007 la donna, madre di due bambini, aveva bevuto una birra in un locale pubblico nello stato orientale di Pahang. Arrestata dai funzionari di polizia, era stata quindi incriminata per aver infranto le norme della Shariah. La legge islamica prevede una pena a tre anni di carcere e la fustigazione per i musulmani sorpresi a consumare alcolici; nella maggior parte dei casi, però, agli imputati viene inflitta una sanzione amministrativa.
 
“La sentenza non è stata cancellata” afferma all’Associated Press Mohamad Sahfri Abdul Aziz, parlamentare dello Stato incaricato degli Affari religiosi. Egli spiega che all’ufficio del Procuratore generale hanno posticipato la pena al termine del mese sacro di digiuno e preghiera dei musulmani, per “pietà” verso la donna.
 
Nel luglio scorso i giudici islamici avevano condannato Kartika a una settimana di carcere e sei frustate. Le autorità hanno aggiunto che il bastone usato per picchiarla sarà più leggero di quello degli uomini, perché lo scopo è “educarla”, più che punirla. La donna non si era opposta alla sentenza, e aveva chiesto che fosse punita “in pubblico”.
 
La sentenza contro Kartka ha avuto vasta eco nei media internazionali e ha generato sentimenti unanimi di condanna. Maggioranza e opposizione in Malaysia hanno invece taciuto sulla vicenda. Il sostegno del movimento islamico Pas è indispensabile per poter governare: dichiarazioni ufficiali avrebbero scatenato la reazione dell’ala fondamentalista del Paese e compromesso alleanze future alle urne.

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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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