29 Luglio 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 31/07/2012, 00.00

    SRI LANKA

    Sri Lanka: no a vasectomia e legamento delle tube, ma solo per i buddisti



    Un’organizzazione di monaci crede che la popolazione buddista sia “a rischio” per colpa di programmi di pianificazione familiare promossi dal governo. Nessun accenno alle minoranze del Paese. I buddisti rappresentano il 70% della popolazione dello Stato.

    Colombo (AsiaNews) - La Bodubalasena, un'organizzazione di monaci buddisti, chiede al governo dello Sri Lanka di abolire vasectomia e legamento delle tube "per far aumentare la popolazione buddista". Secondo l'associazione infatti, nel Paese le leggi non proteggono, né salvaguardano, i diritti e l'identità di chi è buddista, promuovendo invece campagne di pianificazione familiare in cambio di soldi. Eppure, lo Sri Lanka conta una popolazione totale di oltre 20,2 milioni di persone, di cui il 70% sono buddisti.

    La Bodubalasena chiede di vietare la sterilizzazione maschile e femminile nel corso della prima conferenza nazionale del gruppo, tenutasi il 28 luglio scorso al Bandaranayake Memorial International Conference Hall (Bmich). Oltre a questa tematica, l'associazione ha affrontato altre questioni, per lo più legate a proposte nel campo dell'educazione. Tuttavia, le questioni riguardano la sola comunità buddista, laica e religiosa.

    Più volte la comunità buddista in Sri Lanka ha dimostrato di avere "due anime": da un lato, vi sono quanti cercano il dialogo e l'incontro con le minoranze cristiana e musulmana del Paese; dall'altro, c'è chi tende a voler "preservare" una posizione di maggior potere e forze all'interno della società, data dal fatto di costituire la maggioranza religiosa. Così, il Paese non è nuovo a episodi di discriminazione - talvolta sfociati in rappresaglie e gesti violenti - da parte di gruppi e partiti buddisti più radicali.

    Tuttavia, questa tendenza si associa a un problema di natura etnica e culturale, che contrappone la popolazione tamil (12,6%), più povera e concentrata nel nordest dell'isola, a quella singalese (74%), ricca e diffusa nel resto dello Stato. (MMP) 

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    15/02/2014 SRI LANKA
    Sri Lanka: per la pace bisogna partire dalla riconciliazione tra tutte le religioni
    Circa 250 persone di ogni etnia, sesso, età, estrazione sociale e fede hanno partecipato a una conferenza su "Riconciliazione religiosa per la pace". Organizzazioni della società civile sottolineano la necessità di una convivenza armoniosa tra tutte le comunità, per superare i danni della guerra civile.

    04/05/2011 SRI LANKA
    Capodanno buddista, in duemila per l’armonia etnica e religiosa dello Sri Lanka
    Buddisti, cristiani, musulmani e indù hanno partecipato alle celebrazioni per il Nuovo Anno singalese e tamil. La giornata dimostra che “costruire un Paese multietnico, nonviolento e senza guerra è possibile”, secondo un vescovo anglicano.

    06/08/2009 SRI LANKA
    Il nuovo arcivescovo Ranjit: Costruiamo insieme pace e riconciliazione per lo Sri Lanka
    Alla cerimonia di insediamento del nuovo arcivescovo di Colombo, presenti anche rappresentanti politici e delle comunità indù e buddiste. Omelie in sinhala e in tamil. Mons. Ranjit ricorda la sua amicizia personale con il pontefice.

    04/02/2005 SRI LANKA
    Mons. Gomis: politici lavorate per diritti umani e libertà religiosa

    Messaggio dell'arcivescovo di Colombo per il giorno dell'Indipendenza: pace e solidarietà per risollevare il paese dallo tsunami.



    06/09/2007 SRI LANKA
    Cristiani e buddisti: basta tacere, impegno per la solidarietà interreligiosa
    In occasione di un incontro per ricordare un monaco impegnato nel dialogo e ucciso da “sconosciuti”, alcuni leader religiosi denunciano il silenzio del governo sui crimini commessi nel Paese. Alla popolazione: imparare ad aiutare gli altri al di là di ogni differenza etnica o religiosa.



    In evidenza

    POLONIA – CINA – GMG
    I trucchi e le violenze di Pechino per fermare i giovani cinesi alla Gmg

    Vincenzo Faccioli Pintozzi

    Il governo ha bloccato ieri un gruppo di 50 giovani pellegrini, già imbarcati su un aereo diretto a Cracovia. Interrogati per ore all’immigrazione, sono stati “ammoniti” e rimandati a casa con l’ordine di non contattare nessuno all’estero. Nel frattempo, per i luoghi centrali della Giornata mondiale della Gioventù si aggirano “giovani cattolici cinesi”, in gruppi di cinque o sei persone, che hanno il compito di spiare i compatrioti. Lavorano per Istituti culturali o aziende cinesi in Polonia.


    ISLAM-EUROPA
    P. Samir: Terrore islamico in Francia e Germania: crisi dell’integrazione, ma soprattutto crisi della politica

    Samir Khalil Samir

    Il sequestro e l’uccisione di un sacerdote vicino a Rouen (Francia) e i vari attacchi a Würzburg, Monaco, Ansbach (Germania) sono stati compiuti da gente molto giovane e indottrinata con facilità. La Germania era un modello per l’integrazione dei rifugiati. Ma l’islamismo radicale non si lascia assimilare. Esso è sostenuto da Arabia saudita e Qatar. Non c’è altra strada all’integrazione. Ma occorre dire la verità: nel Corano ci sono elementi di guerra e violenza. Ignoranza e perdita di senso morale dei politici occidentali.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®