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» 06/07/2012
SRI LANKA
Sri Lanka, cristiani difendono un professore buddista minacciato di morte
di Melani Manel Perera
Nirmal Ranjith Devasiri, presidente della Federazione delle associazioni dei docenti universitari (Futa), ha protestato contro alcune politiche del governo riguardo il settore dell’istruzione. Ignoti gli autori delle minacce. Christian Solidarity Movement (Csm): il presidente Mahinda Rajapaksa deve garantire la libertà d’espressione e pensiero di tutti i cittadini.

Colombo (AsiaNews) - Attivisti cristiani, laici e religiosi, chiedono l'intervento del presidente dello Sri Lanka Mahinda Rajapaksa per proteggere la vita di Nirmal Ranjith Devasiri (nella foto), professore buddista di storia all'Università di Colombo e presidente della Federazione delle associazioni dei docenti universitari (Futa). Da giorni infatti, egli riceve telefonate minatorie e minacce di morte da sconosciuti, per aver espresso alcune critiche circa i contributi statali assegnati al settore dell'istruzione. Secondo i membri del Christian Solidarity Movement (Csm), l'apertura di un'inchiesta ufficiale sarebbe un buon segno per "la libertà d'espressione e di pensiero, un diritto fondamentale garantito dalla nostra Costituzione e dalla Carta per i diritti umani delle Nazioni Unite".

Il prof. Ranjith è impegnato anche a livello politico, e ha spesso reso pubbliche le sue critiche alle politiche del governo. Nello specifico, lo scorso giugno ha chiesto di assegnare il 6% del Pil al settore dell'istruzione; di aumentare lo stipendio dei docenti universitari; di coinvolgere i professori in comitati decisionali che riguardano il settore educativo. Per registrare la sua protesta, l'uomo ha iniziato uno sciopero, in cui ha coinvolto anche altri suoi colleghi. Da quel momento, lui e la sua famiglia hanno iniziato a ricevere intimidazioni da sconosciuti.

"Di fronte a recenti casi di sequestri e sparizioni - spiegano membri del Csm - le minacce subite dal prof. Ranjith ci preoccupano. Il governo non può permettere simili situazioni: deve promuovere la libertà di pensiero e di espressione, principi fondamentali di ogni democrazia. Venire meno in questo, vuol dire che il governo è contro la democrazia".


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