07/03/2016, 13.16
SRI LANKA
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Sri Lanka, espulso dalle elementari con la falsa accusa di essere “infetto da Hiv”

di Melani Manel Perera

Rehan Dilsara ha sei anni: è stato respinto da tutte le scuole del distretto per le proteste dei genitori degli altri alunni, preoccupati dell’eventuale contagio. La voce nata da ignoranza e discriminazione. La sua vicenda ha acceso i riflettori sull’elevato tasso di diffusione del virus dell’Hiv nel Paese e sulle difficoltà sociali che subiscono i malati. Due scuole si sono offerte di iscrivere il bambino, ma sono distanti dalla sua abitazione. Il presidente promette di intervenire.

Colombo (AsiaNews) – Potrebbe risolversi con un lieto fine la vicenda del bambino srilankese respinto da tutte le scuole del distretto di Kurunegala perché sospettato di essere “infetto” dal virus dell’Hiv. Due istituti, il Trinity college (cristiano) di Kandy e il Zahira college (musulmano) di Kurunegala, hanno dichiarato la disponibilità a iscrivere nelle loro classi il minore di sei anni, fornendogli anche l’alloggio. La storia di Rehan Dilsara e della madre Chandani de Soysa ha commosso lo Sri Lanka per giorni, evidenziando anche le difficoltà dei malati di Hiv e le numerose forme di discriminazione sociale cui sono soggetti.

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, lo Sri Lanka è uno dei Paesi con il più alto tasso di contagio di Hiv al mondo, dovuto soprattutto all’ignoranza della popolazione nei confronti della malattia e alle condizioni di povertà che favoriscono che diffusione del virus. Nel 2014 si sono registrati 3.200 nuovi malati di Aids tra gli adulti e 100 tra i minori.

La storia di Rehan è venuta a galla la scorsa settimana, quando la madre ha dato vita ad una protesta di fronte all’Ufficio per l’educazione di Kuliyapitiya, dove risiede. Per giorni è rimasta seduta di fronte l’ingresso con in braccio il piccolo, attirando l’attenzione dei media.

La donna ha spiegato che da oltre due mesi i genitori degli altri bambini di Kuliyapitiya negavano al figlio l’accesso alla scuola locale. “Non so chi abbia interesse a far circolare la falsa notizia che mio figlio è malato”, ha detto la donna, contestando inoltre la protesta dei genitori di 186 alunni che hanno costretto il direttore di una scuola a rifiutare l’iscrizione del bambino.

Le dicerie della popolazione locale hanno strumentalizzato la malattia del padre, deceduto lo scorso anno per sepsi tubercolare. Dalle analisi risulta infatti che Rehan gode di buona salute.

Adesso due istituti di Kandy e Kurunegala fatto offerto la propria disponibilità, ma la situazione potrebbe non risolversi a causa della distanza con il villaggio di origine. Ranjan Ramanayake, vice-ministro dello Sviluppo sociale, ha dichiarato: “La madre è troppo povera per permettersi il trasporto in una delle due località. Anche in caso di alloggio garantito dalla scuola, non è bene separare la madre dal proprio figlio”.

Nel frattempo il presidente Maithripala Sirisena ha voluto esprimere solidarietà alla donna e ha promesso il suo intervento.

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