09/03/2019, 09.00
SRI LANKA
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Sri Lanka, i corpi ritrovati nella fossa comune di Mannar risalgono al 1400

di Melani Manel Perera

Gli scienziati ritengono che i resti appartengano a persone vissute durante il dominio dei portoghesi. In precedenza si pensava che gli scheletri fossero quelli degli scomparsi della guerra civile. Il magistrato locale ordina la sospensione temporanea degli scavi.

Colombo (AsiaNews) – Alcune ossa ritrovate nella più grande fossa comune dello Sri Lanka a Mannar risalgono a circa 500 anni fa. Lo rivelano le indagini su 25 campioni inviati negli Stati Uniti al Beta Analytics di Miami. Le indagini di laboratorio sono state condotte attraverso il metodo del radiocarbonio. Gli scienziati americani non hanno dubbi: i reperti rinvenuti durante gli scavi appartengono a individui vissuti tra il 1400 e il 1650.

La tecnica del carbonio-14 (o radiocarbonio) consente di datare in maniera precisa i resti risalenti anche alle epoche preistoriche. Essa si basa infatti sull’analisi dei materiali di origine organica (come ossa, legno, fibre tessili, semi) ed è molto usata in archeologia.

Data la vicinanza del sito di Mannar alle zone dove è stata combattuta la guerra civile tra esercito regolare e ribelli delle Tigri Tamil, nei mesi scorsi era stata sollevata l’ipotesi che gli scheletri potessero appartenere ad alcune persone scomparse durante il conflitto. Questo aveva riacceso la speranza di tante famiglie che da anni chiedono al governo di avere notizie dei parenti.

Il magistrato di Mannar ha disposto la sospensione temporanea degli scavi, iniziati lo scorso agosto sotto la direzione del prof. Raj Somadeva, archeologo forense dell’università di Kelaniya (vicino Colombo). Il sito era stato scoperto per caso da un’impresa edile mentre gettava le fondamenta di un nuovo edificio. Oltre ai resti umani (più di 300 scheletri), gli archeologi hanno riportato alla luce frammenti di stoviglie, ceramiche, oggetti metallici e gioielli indossati dalle vittime. Secondo il professore, considerata l’età delle ossa, esse “potrebbero risalire all’epoca dei portoghesi”.

Tuttavia la notizia della datazione delle ossa non ha scoraggiato i parenti degli scomparsi, che continuano a chiedere al governo risposte certe su coloro che si sono arresi durante le ultime fasi della guerra e quelli che sono stati catturati dai militari. Secondo gli attivisti, dopo la fine della guerra che ha insanguinato il Paese per decenni e si è conclusa nel 2009, mancano all’appello almeno 20mila persone. Molte di esse sono scomparse nel nulla nelle ultime fasi della guerra, che ha provocato circa 100mila morti.

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