30 Giugno 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  •    - Afghanistan
  •    - Bangladesh
  •    - Bhutan
  •    - India
  •    - Nepal
  •    - Pakistan
  •    - Sri Lanka
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 21/06/2012, 00.00

    SRI LANKA

    Sri Lanka, padre si suicida perché non riesce a mantenere la sua famiglia

    Melani Manel Perera

    Jesumaria Kingsley, pescatore cattolico di 40 anni, perde una gamba durante le proteste contro il caro benzina. Sebastian, 14 anni, lascia la scuola per aiutare madre e fratelli. Provato dalla situazione, l’uomo decide di impiccarsi. Attivista per i diritti dei pescatori: “Siamo tutti responsabili della sua morte”.

    Chilaw (AsiaNews) - La crisi economica e sociale che sta attraversando il mondo, fa le sue vittime anche in Sri Lanka: Jesumaria Kingsly, pescatore cattolico di 40 anni con il sogno di vedere studiare i suoi quattro figli, si è tolto la vita impiccandosi. I problemi per lui sono iniziati lo scorso febbraio, quando egli ha perso una gamba durante le proteste contro il caro benzina (v. 14/02/2012, "Colombo ignora le proteste contro il caro benzina di migliaia di pescatori cattolici").

    Jesumaria, un piccolo pescatore di un villaggio vicino a Chilaw (North Western Province), con il suo lavoro manteneva sua moglie, Jenita Nilanthi, e i loro quattro figli: tre maschi di 14, 13 e 7 anni, e una femmina di 10. Nonostante le ristrettezze economiche, tutti i ragazzi sono sempre andati a scuola. Il 15 febbraio scorso, nei giorni in cui la popolazione manifesta contro l'aumento dei prezzi dei carburanti, l'uomo esce per comprare una sacca di cemento. Mentre cammina, colpi di pistola lo raggiungono, ferendolo in modo grave alle gambe. La sua vita cambia: Jesumaria deve smettere di lavorare, e sua moglie - che non può lavorare per problemi di salute - non sa come fare. "Kingsly - raccontano alcuni amici - è molto preoccupato, non fa che pensare a come poter mantenere i figli". La parrocchia li aiuta, ma il contributo economico non è sufficiente per affrontare i bisogni quotidiani di sei persone. Intanto, lo Stato non fornisce alcun tipo di aiuto.

    Dopo qualche mese, con l'ausilio di stampelle, Jesumaria prova a tornare al porto. "I suoi amici - racconta Nilanthi in lacrime ad AsiaNews - lo aiutano, dandogli qualche pesce da vendere al mercato e guadagnare qualcosa per noi". Poi, suo figlio Sebastian decide di lasciare la scuola per andare a lavorare come pescatore, ma non guadagna più di 150-200 rupie (tra 90 cent e 1,20 euro) al giorno: troppo poco, per sei persone. Ad amici e parenti, Jesumaria non nasconde la tristezza di dover vedere suo figlio costretto a lavorare al suo posto, invece di studiare come i suoi coetanei. Provato dalla situazione, il 15 giugno scorso l'uomo si toglie la vita.

    Herman Kumara, presidente del movimento National Fisheries Solidarity (Nafso) e ospite d'onore al World Forum for Fisher People (Wffp), sottolinea ad AsiaNews: "La storia di Jesumaria Kingsly e della sua famiglia è un chiaro esempio di come vivono migliaia di piccoli pescatori. Povertà cronica e ingiustizia sono all'ordine del giorno. Sono persone poco istruite, che non vengono ascoltati perché non hanno istituzioni che rivendichino i loro diritti. A febbraio, i pescatori hanno capito quello che sarebbe successo loro con l'aumento dei prezzi della benzina, e hanno manifestato. Il governo ha risposto con le pistole, uccidendo un uomo e lasciandone tre disabili a vita". E aggiunge: "Tutti noi, in questa società, siamo responsabili della morte di quest'uomo. Non possiamo fingere".

    Deciso nella notte dell'11 febbraio, il caro benzina ha - di fatto - messo in ginocchio soprattutto i piccoli pescatori, che da un giorno all'altro sono passati a spendere da 3mila rupie (18,9 euro) a 4.500 rupie (28,4 euro) al giorno, solo per il carburante. 

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    20/02/2012 SRI LANKA
    Pescatore cattolico ucciso dalla polizia: un “gesto bestiale”
    Lo afferma mons. Norbert M. Andradi, segretario generale della Conferenza episcopale dello Sri Lanka. Anthony Warnakulasooriya aveva 35 anni ed era tra i manifestanti contro il caro-benzina. Un anno fa era morto un operaio cattolico di 21 anni nelle proteste contro le pensioni.

    16/02/2012 SRI LANKA
    Sri Lanka, ancora proteste contro il caro benzina. Un morto negli scontri con la polizia
    Gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e colpi di pistola per fermare i manifestanti. Le dimostrazioni di diffondono in tutto il Paese. Piccoli pescatori e autisti di aziende private per il trasporto pubblico sono le categorie più colpite. Attivisti sociali denunciano salari troppo bassi rispetto al costo medio della vita.

    14/02/2012 SRI LANKA
    Colombo ignora le proteste contro il caro benzina di migliaia di pescatori cattolici
    Uomini, donne e bambini della Western Province hanno bloccato le strade di Colombo, distruggendo insegne tatali e bruciando copertoni. L'aumento dei prezzi del carburante rischia di far scomparire la pesca su piccola scala. Anche il card. Ranjith, arcivescovo di Colombo, ha aderito alla protesta. Il ministro della Pesca: "Sì ai sussidi, ma il prezzo non scenderà".

    13/09/2011 SRI LANKA
    Pescatori cattolici di Mannar: l’India devasta il nostro ecosistema
    Le risorse sono a rischio esaurimento. Gli abitanti della zona chiedono al governo di applicare le leggi che regolano confini, amministrazione e accesso alle acque tra i due Paesi, violate dai pescherecci a strascico indiani. L’indifferenza dei ministeri della Pesca e della Difesa dello Sri Lanka.

    09/01/2016 SRI LANKA
    ​Cattolici, pescatori e ambientalisti contro la riapertura della città portuale di Colombo (Foto)
    Il People’s Movement against Port City ha organizzato una marcia contro il progetto, finanziato dalla Cina. Si stimano danni incalcolabili alla risorse idriche, marine e biologiche dell’area. Attivisti presentano una Valutazione di impatto ambientale con 128 pareri negativi.



    In evidenza

    CINA - VATICANO
    Confusione e polemiche per il silenzio del Vaticano sul caso di mons. Ma Daqin di Shanghai

    Bernardo Cervellera

    Per alcuni l’articolo di mons. Ma con cui elogia l’Associazione patriottica, riconoscendo i suoi “errori”, è solo “fango”. Per altri egli si è umiliato “per il bene della sua diocesi”. Molti esprimono perplessità per il silenzio della Santa Sede: silenzio sul contenuto dell’articolo; silenzio sulla persecuzione subita dal vescovo di Shanghai. Il sospetto che in Vaticano si vede bene lo svolgimento del “caso” Ma Daqin che però fa emergere un problema: la Lettera di Benedetto XVI (con cui dichiara l’AP non compatibile con la dottrina cattolica) è abolita? E chi l’ha abolita? Il rischio di una strada di compromessi senza verità.


    CINA - VATICANO
    Mons. Ma Daqin: il testo della sua “confessione”

    Mons. Taddeo Ma Daqin

    Con un articolo pubblicato sul suo blog, il vescovo di Shanghai, dimessosi dall’Associazione patriottica quattro anni fa, sembra “confessare” il suo errore e esalta l’organismo di controllo della Chiesa. Riportiamo qui il testo quasi integrale del suo intervento. Traduzioni dal cinese a cura di AsiaNews.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®