05/09/2013, 00.00
SRI LANKA
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Sri Lanka, sacerdote tamil incontra il Commissario Onu; fermato dalla polizia

di Melani Manel Perera
Una notte agenti in borghese si sono presentati a casa di p. VeerasanYogeswaran, gesuita, e lo hanno interrogato per il suo incontro con l’Alto commissario Onu per i diritti umani. Il sacerdote lavora con le vittime di violenza politica. Attivisti cattolici: “Cosa vuole nascondere il governo?”.

Colombo (AsiaNews) - In Sri Lanka è in atto una repressione sistematica della libertà di parola e d'espressione di chi critica il governo. Ne sono convinti diversi attivisti per i diritti umani, dopo che un sacerdote tamil è stato interrogato per ore dalla polizia per scoprire cosa avesse detto a Navi Pillay, Alto commissario Onu per i diritti umani (Unhr), durante la sua visita nel Paese. Al termine del suo viaggio, il funzionario delle Nazioni Unite ha dichiarato che lo Sri Lanka si sta avviando all'autoritarismo.

La vittime di questo incidente è p. VeerasanYogeswaran, gesuita di 60 anni, che dirige un Centro per la promozione e la protezione dei diritti umani nella Eastern Province. Il lavoro principale consiste nell'assistere le vittime di violenza politica e i familiari di chi è stato sequestrato con la forza ed è poi sparito nel nulla. Il sacerdote racconta che lo scorso fine settimana cinque o sei poliziotti in borghese hanno bussato alla sua porta intorno a mezzanotte. Gli agenti lo hanno interrogato fino all'alba, costringendolo a dire cosa si fossero detti con la Pillay durante l'incontro.

"Il problema - ha dichiarato il gesuita - è che cose del genere non dovrebbero accadere quattro anni dopo la fine della guerra. Le persone si sentono perseguitate. Posso solo immaginare la difficoltà della gente comune quando ricevono visite simili".

P. Nandana Mantunga, direttore dell'Ufficio per i diritti umani di Kandy, spiega ad AsiaNews che "mettere a tacere gli attivisti per i diritti umani che sono critici verso il governo è diventata prassi. Il diritto alla libertà d'espressione e di comunicare con un funzionario Onu, per lo più invitato dallo stesso governo, dovrebbe essere rispettato sempre".

Un altro sacerdote impegnato nei diritti umani, p. Reid Shelton Fernando, nota: "Già l'interrogatorio [senza un motivo valido] e di per sé una violazione. In seconda battuta, perché le autorità dovrebbero presentarsi di notte, quando hanno un'intera giornata per convocare qualcuno e interrogarlo? Questo dimostra che il governo ha qualcosa da nascondere all'Alto commissario Onu?". 

 

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