12/12/2007, 00.00
COREA DEL SUD
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Stato di disastro in Corea: oltre 50 km di costa sotto un manto nero di petrolio

Dopo 5 giorni oltre 10mila soldati e volontari lottano senza sosta per pulire le spiagge. Ma si teme che il vento possa portare avanti la macchia di petrolio. Annientata l’economia della regione: turismo, pesca e allevamenti ittici. Intere città non sanno di che vivere.

Seoul (AsiaNews/Agenzie) – Oltre 10mila residenti, militari e volontari continuano a pulire le spiagge e le coste, circa 150 chilometri a sudovest di Seoul, dopo il disastro del 7 dicembre, quando 10.500 tonnellate di greggio sono fuoriuscite in mare da tre fori sul fianco della petroliera Hebei Spirit , urtata da un barcone provvisto di gru. Fonti ufficiali parlano di “progressi” e dicono che il petrolio è stato “rimosso” da circa il 70% della spiaggia di Mallipo, una delle zone più colpite. Migliaia di residenti lavorano senza tregua perché “non si può fare altro”, ma dicono che il turismo è morto in una regione famosa per le spiagge sabbiose e che ci vorranno anni solo per riparare i danni subiti da pesca e allevamenti ittici. In poche ore è stata annientata l’economia dell’intera regione e migliaia di persone non sanno ora di che vivere. Gli alberghi sono vuoti e i molti ristoranti, meta abituale dei turisti, espongono alle finestre scritte come: “il governo deve pagare”.

Park Youg-jun, sindaco di un villaggio della zona, spiega che “non posso dire quanto ci vorrà perché tutto torni normali. Forse 5 anni, forse 10, non lo so proprio”.

Alcune spiagge hanno una “coperta” di greggio spessa 10 centimetri e l’aria è satura di fumi di zolfo, altre sono coperte di pesci e uccelli neri per il petrolio. Funzionari della guardia costiera dicono che ieri il vento è caduto e oggi c’è un momento di “sosta” nell’avanzata della marea nera che si è già distesa su oltre 50 chilometri di costa. Ma per domani sono previsti venti incostanti che potrebbero spingere la macchia a sud e colpire zone finora risparmiate. La guardia costiera ha eretto barriere per impedire la penetrazione del greggio nella baia Cheonsu, famosa riserva naturale di uccelli migratori.

Il governo ieri ha dichiarato lo stato di disastro per sei città della zona più colpita, promettendo che proseguirà il massimo impegno per contenere l’inquinamento e che ristorerà i danni di residenti e pescatori. Stanziati 6,9 miliardi di won (circa 7,6 milioni di dollari) per l’opera di pulizia.

Il presidente Roh Moo-hyun ha visitato le regioni costiere, lodando gli sforzi di esercito e volontari e promettendo il massimo sostegno.

Si calcola che la quantità di greggio versato sia circa un terzo del disastro del 1989 della Exxon Valdez sulle coste dell’Alaska. Allora solo la pulizia delle rive costò circa 2,5 miliardi di dollari, mentre il costo totale è stimato essere stato di 9,5 miliardi.

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