06/04/2021, 12.52
SRI LANKA
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Stragi di Pasqua: il card. Ranjith attacca l'ex presidente Sirisena

di Melani Manel Perera

Definita “senza vergogna” la sua volontà di ricandidarsi alla presidenza. Secondo l'arcivescovo di Colombo, Sirisena deve essere incriminato. Se non verrà fatta giustizia entro il 21 aprile il porporato conferma l’intenzione di scendere in piazza e manifestare. Alle 8.45, allo scoppio della prima bomba, i rintocchi delle campane in tutte le chiese del Paese. 

Colombo (AsiaNews) - L’arcivescovo di Colombo card. Malcolm Ranjith ha invocato l’apertura di un procedimento contro l’ex presidente Maithripala Sirisena, definendolo uomo “senza vergogna”. La richiesta è arrivata durante la funzione pasquale: “Sono ancora qui - ha detto il porporato - a chiedere giustizia. E se non verrà fatta giustizia entro il 21 aprile, anniversario delle stragi di Pasqua, scenderemo tutti in piazza”.

I cattolici del Paese hanno celebrato la Pasqua ricordando le vittime degli attentati del 2019 con messe, cerimonie di preghiera e facendo suonare le campane delle chiese alle 8.45 del mattino, in concomitanza con lo scoppio della prima bomba. I fedeli hanno pregato per le vittime e i loro familiari, ma l’attenzione dei vertici ecclesiastici è concentrata sugli esiti delle inchieste in atto sulla tragedia.

Due anni fa le prime due esplosioni hanno colpito in simultanea la chiesa di sant’Antonio a Kochchikade e quella di san Sebastiano a Katuwapitiya. Altre esplosioni hanno coinvolto la chiesa evangelica a Batticaloa (provincia Orientale) e tre hotel di lusso della capitale: Shangri-La, Kingsbury e Cinnamon Grand. Nell’attentato sono morte 270 persone, di cui 30 stranieri; altre 500 sono rimaste ferite in uno degli attacchi suicidi più sanguinosi della storia recente.

La domanda, ha sottolineato l’arcivescovo di Colombo, è se alcuni politici ritenuti responsabili degli attacchi in base al rapporto della commissione siano privi di vergogna a tal punto da presentarsi ancora di fronte al popolo. “Ho sentito - prosegue il porporato - che l’ex presidente [Sirisena] intende ricandidarsi alle elezioni? Ma come è possibile che qualcuno a conoscenza delle morti si possa candidare? Come può essere leader di un partito?”.

A nome dei cattolici, l'arcivescovo di Colombo chiede che il rapporto della commissione sia “applicato in maniera spedita”. Il documento punta il dito proprio contro l’ex capo dello Stato; il card. Ranjith invoca l'incriminazione di Sirisena, perché “non è mai troppo tardi per agire nei suoi confronti”. Il porporato domanda a tutte le istituzioni di "non lavarsi le mani come Ponzo Pilato”, ma di agire a fondo perché sia fatta giustizia. 

Il card. Ranjith ricorda come la Commissione presidenziale di inchiesta (PCol) indichi con chiarezza chi sono le persone implicate nell’attacco e si chiede perché non siano ancora state punite. Alcuni ministri dell'amministrazione Sirisena siedono ancora oggi in Parlamento, mentre l’apertura di un procedimento rischia di slittare di mesi, se non di anni. Secondo il porporato ciò rappresenta un insulto per i cattolici. 

L'arcivescovo di Colombo conferma l’intenzione di scendere in piazza e manifestare se non otterrà giustizia entro il 21 aprile. “Il nostro movimento di protesta - assicura - continuerà con il coinvolgimento di altre organizzazioni religiose, fino a che non riceveremo un segno definitivo”, a fronte di una vicenda che colpisce al cuore non solo i cristiani, ma tutta la nazione.

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