Ryiadh (AsiaNews) - Le donne musulmane che vivono o si recano in Paesi nei quali è vietato coprire il volto “è meglio che non celino il proprio viso”. L’affermazione è venuta da un importante studioso saudita, Aed al-Qarni, e ha trovato il conforto di Mohamed al-Nujaimi, uno studioso di giurisprudenza islamica e di altri esperti di un Paese nel quale la quasi totalità delle donne ha il volto coperto, anche se è registrata in crescita la per ora sparuta minoranza che non indossa il velo integrale.
L’affermazione di Al-Qarni è partita definendo “illogico e irragionevole che il governo francese si occupi di simili cose, che sono condannate non solo dai musulmani, ma anche da persone ‘neutrali’, perché lo Stato laico garantisce la libertà di religione”. “Lo Stato – ha aggiunto – deve rispettare le tradizioni religiose, comprese quelle dei musulmani”.
Ciò premesso, se una donna musulmana si trova in un Paese che vieta il niqab, o altre forme del velo che copre completamente il viso, o se in tal luoghi rischia di dover far fronte a molestie “è meglio che scopra il volto”.
Analogamente, anche se parla solo del caso francese, Nujaimi, che, in una dichiarazione pubblicata sul saudita al-Watan, ha sostenuto che “per una donna che risiede permanentemente in Francia o è cittadina francese, se è difficile portare il velo… è permesso mostrare il viso quando serve e la situazione lo richiede”.