24/06/2016, 13.05
MALAYSIA
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Sui profughi, Kuala Lumpur “deve imparare dalle comunità religiose”

di Joseph Masilamany

È quanto afferma il segretario generale del Consiglio delle Chiese della Malaysia, rev. Harman Shasri. Toni sempre più accesi nel dibattito pubblico sull’immigrazione. Il ministro degli Interni contro il “ricatto” delle Nazioni Unite che chiedono a Kuala Lumpur di accogliere come cittadini le 150mila persone tenute in campi profughi.

 

Kuala Lumpur (AsiaNews) – La comunità internazionale “dovrebbe affrontare il problema dei migranti in una maniera più umana, prendendo esempio dalle comunità religiose di tutto il mondo che danno riparo a tutti coloro che fuggono dalla guerra”. Lo ha detto il reverendo Harman Shastri, segretario generale del Consiglio delle Chiese della Malaysia (Ccm), intervenuto nel dibattito pubblico sull’immigrazione che nel Paese sta assumendo toni sempre più accesi.

Pochi giorni fa il ministro degli Interni Nur Jazlan Mohamed ha rivolto parole pesanti nei confronti di Richard Towle, rappresentante dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), che ha chiesto a Kuala Lumpur di accettare come cittadini i 150mila rifugiati che vivono nel suo territorio in attesa di destinazione. Ciò significherebbe modificare lo status della Malaysia da “Paese di transizione” a “Paese di destinazione”.

Nur Jazlan ha accusato l’Unhcr di voler “ricattare” la Malaysia: “Stanno mettendo pressione a Kuala Lumpur in modo pubblico. Noi abbiamo accolto i rifugiati sulla base delle richieste delle Nazioni Unite, ma è irresponsabile da parte loro fare queste dichiarazioni”.

Le richieste di Towle sono arrivate durante una conferenza stampa nella quale l’Alto commissario ha presentato la nuova “carta” dell’Unhcr, che mira a dare ai rifugiati la protezione del sistema legale malaysiano. Questo progetto è stato sviluppato in Australia, anche per aumentare gli standard di sicurezza. Al momento i migranti non possono lavorare in Malaysia né i loro figli andare a scuola.

Nur Jazlan ha risposto anche su questo punto: “Gli australiani stanno tentando di promuovere questo progetto dando dei soldi. Visto che sostengono questa causa, perché non prendono loro queste persone? Sarebbe un contributo migliore”.

La Malaysia non è tra i Paesi firmatari della Convenzione Onu sui rifugiati (1951) e non è obbligata a dare asilo, lavoro ed educazione ai migranti. Il reverendo Shastri ha criticato la poca iniziativa presa dai politici negli ultimi decenni affinché il Paese aderisse alla Convenzione.

Sono più di 150mila i richiedenti asilo in Malaysia. Quasi 140mila rifugiati sono provenienti dal Myanmar (compresa la minoranza musulmana Rohingya). Gli altri Paesi di provenienza sono Sri Lanka, Pakistan, Somalia, Siria, Iraq e Palestina. Il 9 giugno scorso Towle ha chiesto che i rifugiati Rohingya rinchiusi nei centri di detenzione siano liberati al più presto e la loro situazione presa in carico dai governi coinvolti.

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