05/09/2016, 10.39
INDONESIA
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Suor Lucy, una vita di lusso abbandonata per Madre Teresa

di Mathias Hariyadi

La donna è nata in una delle famiglie più ricche d’Indonesia. La conversione mentre si trovava ad Hong Kong in un hotel di lusso: “Vedevo così tanti poveri che mi veniva da vomitare. Poi ho capito che dovevo fare qualcosa per loro”. Entrata nelle Missionarie della carità, ora si trova a Timor Est a lavorare per gli ultimi. La gioia dei cattolici indonesiani per la canonizzazione di Madre Teresa.

 

Jakarta (AsiaNews) – Abbandonare gli agi della ricca famiglia per dedicarsi alla cura dei poveri ad Hong Kong, negli Stati Uniti e a Timor Est. È quello che ha deciso di fare Maria Donna Dewiyanti Darmoko, indonesiana di etnia cinese che si è unita alle Missionarie della carità prendendo il nome di suor Lucy Agnes.

Nata a Kudus in una facoltosa famiglia cattolica – vicina alla famiglia più ricca d’Indonesia, proprietaria dell’industria di sigarette PT Djarum – Maria Donna si laurea negli Stati Uniti, compiendo studi anche in Australia. Il suo primo contatto con le Missionarie della carità avviene in Illinois, dove la ragazza si unisce al lavoro delle religiose per prendersi cura dei senzatetto del Paese.

La definitiva conversione alla vita missionaria è ad Hong Kong, dove Maria Donna si reca in vacanza con la famiglia in un hotel di lusso. Lei stessa racconta ciò che accade dentro di lei in quei giorni: “Dapprima fui molto disturbata dal vedere così tanti senzatetto nelle strade di Hong Kong, che erano accucciati, malati e sporchi. Il primo istinto emotivo fu quello di scappare a quella vista e stavo quasi per vomitare”. “Poi – continua – mentre mi lasciavo alle spalle queste persone, qualcosa mi ha fatto rallentare, come se mi dicesse di tornare da loro per fare qualcosa di buono per quelle persone sfortunate”.

Maria Donna decide così di entrare nella congregazione delle Missionarie della carità con il nome di suor Lucy Agnes. I suoi genitori si oppongono con forza alla sua scelta.

Da quel giorno suor Lucy inizia a lavorare per i poveri e gli ultimi della società, rifuggendo il palcoscenico e le attenzioni della stampa. Ora si trova a Timor Est, uno dei Paesi più poveri dell’Asia, ma è molto difficile contattarla perché comunica a pochissime persone il proprio indirizzo email e il numero di cellulare. Lo stesso avviene per le Missionarie della carità in Indonesia, che operano nel silenzio e senza pubblicità.

La canonizzazione di Madre Teresa, fondatrice delle Missionarie della carità, è stata accolta con gioia dai cattolici in Indonesia, molto legati alla nuova santa. Irene Setiadi, medico e fondatrice dell’organizzazione caritatevole Kelompok Bakti Kasih Kemanusiaan (Kbkk), ha deciso di nominare Madre Teresa santa patrona della sua attività. Il Kbkk, di cui fanno parte decine di medici, fornisce servizi sanitari gratuiti ai poveri di 30 diocesi sparse in tutta l’Indonesia. 

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