19/02/2019, 11.12
VATICANO
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Superiori e superiore di istituti religiosi a sostegno di papa Francesco e dell’incontro sulla protezione dei minori

In una Dichiarazione ufficiale, diffusa dalla Sala stampa della Santa Sede, gli ordini religiosi esprimono “vergogna”, ma anche “speranza” per l’imminente incontro. Costruire una nuova “cultura della tutela” dei minori e degli adulti vulnerabili, basata sull’assistenza sanitaria, sulla formazione, sulla spiritualità. Assicurarsi che candidati alla vocazione religiosa e al sacerdozio trovino “luoghi sicuri dove la loro vocazione sia alimentata”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – I superiori e le superiore generali degli istituti religiosi nel mondo hanno stilato una Dichiarazione a sostegno di papa Francesco e dell’incontro sulla protezione dei minori che si terrà in Vaticano dal 21 al 24 febbraio, a cui partecipano i presidenti delle Conferenze episcopali mondiali.

Il testo della Dichiarazione è stato diffuso quest’oggi dalla Sala stampa della Santa Sede. In esso i sottolinea anzitutto l’impegno degli istituti religiosi per i bambini, nella tratta dei minori, nel salvare i bambini-soldato, nel proteggerli dagli abusi di ogni tipo. Ma si esprime anche “vergogna” per il fatto che al raduno in Vaticano si discuterà degli “abusi [che] si sono verificati nelle nostre Congregazioni e Ordini e nella nostra Chiesa”. “La nostra vergogna – si aggiunge - è ancora maggiore perché non ci siamo accorti di quanto stava accadendo”.

Esprimendo “speranza” nel valore dell’imminente incontro, i superiori e le superiore affermano che “La guida del Santo Padre è fondamentale… Ci uniamo a lui nella sua missione di riconoscere umilmente e confessare gli errori fatti; sostenere i sopravvissuti; imparare da loro il modo in cui accompagnare coloro che sono stati abusati e come desiderano che ascoltiamo le loro storie”.

Essi tratteggiano anche la costruzione di una nuova “cultura della tutela”, per la difesa dei bambini e degli adulti vulnerabili. Tale costruzione si basa su: a) educazione e assistenza sanitaria; b) formazione; spiritualità (“Trovare Gesù in un modo personale è qualcosa che può guarirci tutti”).

Per i religiosi e le religiose, ciò che ha ostacolato finora la lotta contro gli abusi è “il clericalismo” e un “forte senso di famiglia nei nostri Ordini e Congregazioni”, che “può rendere più difficile condannare e denunciare gli abusi”.

La Dichiarazione si augura una maggiore collaborazione con istituzioni sanitarie governative, nei criteri per “la selezione dei candidati che entrano a far parte della vita religiosa”, nella formazione iniziale e permanente, nel coinvolgimento di genitori e donne nella valutazione di casi di abusi.

In un messaggio diretto ai sopravvissuti agli abusi, si dice: “riconosciamo che c’è stato un tentativo inadeguato di affrontare questo problema e una vergognosa incapacità di comprendere il vostro dolore. Vi offriamo le nostre più sincere scuse e il nostro dolore. Vi chiediamo di credere nella nostra buona volontà e nella nostra sincerità. Vi invitiamo a lavorare con noi per creare nuove strutture volte a garantire che i rischi siano ridotti al minimo”.

Riferendosi poi alle attenzioni dei media “sull’abuso e sullo sfruttamento di suore, seminaristi e candidati nelle case di formazione”, i superiori e le superiore generali affermano: “Vogliamo assicurare che coloro che generosamente si candidano per far parte di ordini religiosi o che sono formati nei seminari vivano in luoghi sicuri dove la loro vocazione sia alimentata e dove il loro desiderio di amare Dio e gli altri sia aiutato a crescere fino a maturità”.

E concludono: “All’inizio dell’incontro sulla Protezione dei minori, chiediamo perdono a tutti per i nostri fallimenti e riaffermiamo di essere accanto al Santo Padre. Ci impegniamo a lavorare con lui affinché la Chiesa possa procedere in modo coerente, credibile e unificato, un modo che porti realmente una guarigione, veramente rinnovato, con nuovi occhi per vedere e nuove orecchie per ascoltare”.

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