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  • » 15/01/2018, 13.11

    BANGLADESH

    Sylhet, apre il primo seminario della diocesi ‘per diffondere Cristo tra i tribali’

    Sumon Corraya

    Il St. John Minor Seminary ospiterà fino a 60 seminaristi e potrà accoglierne 15 nuovi ogni anno. Il 98% dei cattolici ha origini indigene. In precedenza i giovani studenti si recavano a Dhaka, a 300 km di distanza.

    Moulvibazar (AsiaNews) – Grande festa per i cattolici di Sylhet, nel nord-est del Bangladesh, dove è stato aperto il primo seminario della diocesi. Si tratta del Seminario minore di St. John, finanziato da una diocesi coreana, che ospiterà fino a 60 seminaristi. Per ora, ci sono 22 giovani, che aspirano a diffondere il messaggio cristiano nel Paese e nel mondo. Mons. Bijoy D’Cruze, vescovo locale, riferisce ad AsiaNews che l’area è abitata in maggioranza da tribali. “Per i seminaristi – sostiene – sarà una grande opportunità predicare il Vangelo in quest’area collinare dove vivono i tribali”.

    La cerimonia di inaugurazione si è svolta il 12 gennaio a Diajnagor, nel distretto di Moulvibazar, alla presenza dell’arcivescovo George Kocherry, nunzio apostolico. Hanno partecipato circa 550 cattolici, tra cui mons. D’Cruze, 22 sacerdoti e 30 suore.

    Per il Paese a maggioranza islamica, l’apertura di un nuovo seminario è un evento molto significativo. Esso dimostra che in Bangladesh le vocazioni sono in aumento, a differenza della tendenza dominante nel mondo occidentale dove si assiste ad un calo delle chiamate sacerdotali.

    P. Lawrence Toppo, nuovo rettore del St. John Minor Seminary, afferma: “In precedenza i nostri giovani andavano al seminario minore di Bandhura (Dhaka), a circa 300 km di distanza. Potevamo mandare solo cinque giovani, ora invece possiamo accogliere fino a 15 ragazzi ogni anno. In futuro avremo più sacerdoti che lavoreranno per predicare il messaggio divino”.

    Ad AsiaNews mons. D’Cruze riferisce: “Il 98% dei cattolici della diocesi è di origine tribale e vive in condizioni di estremo bisogno. Per i tribali è difficile sopravvivere a Dhaka, perché essi hanno una propria cultura e lingua. Inoltre Sylhet si trova a grande distanza dalla capitale. Molti genitori non hanno i soldi necessari per mandare i propri figli a seguire le lezioni. Ora per essi sarà più facile frequentare il seminario, e una volta al mese i parenti potranno far loro visita. [I giovani] rimarranno in contatto con le famiglie. Spero che questo seminario abbia grande impatto”.

    Il vescovo informa che la costruzione è stata resa possibile grazie al finanziamento arrivato dalla diocesi di Suwon, in Corea del sud, dagli uffici vaticani e da alcune donazioni locali. Nella diocesi lavorano 16 sacerdoti e 30 suore. I primi cattolici ad arrivare qui, circa 60 anni, sono stati i missionari Oblati di Maria Immacolata (Omi). Oggi i cattolici sono oltre 19mila.

    Secondo p. Toppo, il seminario “avrà il compito di prendersi cura delle vocazioni religiose della diocesi”. Mons. D’Cruze, aggiunge che esso “è il cuore di una diocesi. Qui i giovani vengono per prepararsi a lavorare per Dio”. La diocesi è stata fondata nel 2011. “Quando abbiamo iniziato – ricorda il vescovo – abbiamo ricevuto il mandato papale per costruire il nostro seminario. Oggi [12 gennaio] lo abbiamo realizzato. Esso lavorerà come il luogo propulsivo della diocesi. Grazie alla sua attività, la Chiesa locale fornirà maggiori sacerdoti”.

    In tutto il Bangladesh ci sono 51 istituti tra seminari, noviziati e case per la formazione religiosa. La Chiesa cattolica ha un cardinale [l’arcivescovo Dhaka Patrick D’Rozario, ndr], oltre 300 sacerdoti e più di 1100 suore. 

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