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    » 12/11/2010, 00.00

    TAIWAN

    Taiwan, 19 anni di prigione per l’ex presidente Chen Shuibian



    La Corte Suprema abbassa di un anno la pena inflitta dall’Alta Corte di Taipei al politico e alla moglie, condannati per corruzione. Gli altri cinque processi in corso potrebbero peggiorare la situazione. Per Chen si tratta di una sentenza politica ispirata dalla Cina continentale.

    Taipei (AsiaNews/Agenzie) – La Corte Suprema di Taiwan ha condannato l’ex presidente dell’isola Chen Shui-bian e la moglie a 19 anni di galera per corruzione. La sentenza toglie un anno di detenzione alla coppia, che lo scorso giugno si era vista condannare a 20 anni.

    Tuttavia rimane il dubbio che si tratti di una sentenza dal sapore politico: secondo diversi analisti, infatti, sul giudizio dei giudici ha pesato la feroce campagna anti-cinese portata avanti da Chen nei due mandati da presidente. La sentenza potrebbe però peggiorare, dato che contro l’ex coppia presidenziale pendono ancora diverse altre accuse.

    Condannato all’ergastolo l’11 settembre del 2008 per l’utilizzo privato di fondi pubblici e traffico di denaro illecito, Chen sta subendo in questi mesi cinque altri processi per corruzione. Detenuto dal 30 dicembre 2008, egli insiste a proclamarsi vittima di un complotto politico, orchestrato da Pechino e portato avanti dall’attuale presidente Ma Ying-jeou.

    La sentenza della Corte potrebbe influire sulle elezioni locali del 27 novembre, viste come un apri-pista rispetto alle presidenziali del 2012. Chen, infatti, è l’unico presidente del Partito democratico ad aver mai governato sull’isola, e ha sempre portato avanti con determinazione una feroce opposizione a ogni forma di dialogo con Pechino.

    Proprio la sua lotta per l’indipendenza a ogni costo, che il Partito nazionalista del Kuomintang ha invece abbandonato da anni, gli ha assicurato l’odio della Cina continentale, secondo cui Taiwan – divisa de facto dal resto del Paese sin dal 1946, quando vi si rifugiarono i nazionalisti di Chiang Kai-shek sconfitti da Mao – è una “provincia ribelle” da riconquistare.

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