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  • » 02/11/2017, 14.48

    INDIA

    Tamil Nadu, le autorità bloccano la preghiera in 10 chiese protestanti



    L’interruzione delle attività di culto è dovuta alla denuncia di gruppi estremisti indù, che minacciano di far chiudere altri 20 luoghi di culto. La polizia è connivente con i radicali. I cristiani chiedono aiuto al ministro dell’Interno dello Stato.

    Chennai (AsiaNews/Agenzie) – Le autorità del Tamil Nadu hanno disposto il fermo di tutte le attività di culto che si svolgono in 10 chiese protestanti del distretto di Coimbatore. Lo denuncia il pastore Johnson Sathyanathan, presidente del Sinodo delle Chiese pentecostali del distretto. Il reverendo lamenta che l’interruzione delle preghiere è dovuta alla denuncia di gruppi estremisti indù, che sostengono che i luoghi religiosi cristiani non possiedono i dovuti permessi dell’agenzia delle entrate. I radicali hanno anche minacciato di sporgere denuncia contro le restanti 20 chiese protestanti, atto che porterebbe ad un arresto completo dei servizi di culto dedicati alla comunità cristiana locale.

    Secondo il rev. Sathyanathan, “si tratta di una cospirazione ben pianificata contro i cristiani, dal momento che gli estremisti sanno che non è facile ottenere tali permessi da parte dell’esattore fiscale. Il tempo per l’approvazione può richiedere da un anno e mezzo fino a molti anni”. A sporgere le denunce, sono stati i membri dell’Rss (Rashtriya Swayamsevak Sangh), formazione paramilitare nazionalista indù, e di Hanuman Sena, un gruppo radicale nato di recente.

    In India i difensori dei diritti umani denunciano che le restrizioni alla libertà religiosa si sono inasprite da quando nel 2014 è salito al potere centrale il Bharatiya Janata Party del premier Narendra Modi. Il pastore riporta che le 10 chiese coinvolte “sono state interessate negli ultimi due mesi, ma i fedeli non hanno mai avuto problemi. I pastori che le guidano svolgono il loro ministero da molti anni”. Poi aggiunge che la scorsa settimana una delegazione cristiana ha incontrato il ministro dell’Interno dello Stato. Quest’ultimo ha imposto al sovrintendente di polizia e ai membri dell’Assemblea legislativa di Sulur di fare luce sulla vicenda e di adottare tutte le misure necessarie per consentire la ripresa delle preghiere.

    Nel dettaglio, sei chiese si trovano nell’area di Sulur; un’altra, della congregazione delle Assemblee di Dio a Thennampalayam, è stata presa di mira dai radicali dell’Rss durante il periodo dei campi estivi; un’ottava, quella guidata dal pastore Solomon Raja a Myleripalayam, è stata chiusa dalla polizia dopo la denuncia degli esponenti d Hanuman Sena; la nona, non una vera e propria chiesa ma una piccola sala a Mathampalayam, è stata attaccata il 15 ottobre da circa 25 membri dell’Rss e ora tutte le funzioni religiose sono bloccate; l’ultima, a Kalampalayam, è stata assalita da 20 nazionalisti dell’Rss, che hanno imposto al pastore Charles il fermo delle attività fino a quando non avrà ottenuto i permessi.

    Il rev. Sathyanathan fa sapere che i cristiani locali hanno tentato a più riprese di risolvere la situazione. L’11 ottobre hanno presentato un memorandum al sovrintendente di polizia in cui chiedono protezione e la riapertura delle chiese. Ma egli, riferisce il presidente del Sinodo delle Chiese pentecostali, “si è del tutto rifiutato di sostenerci o di agire in qualche modo. Al contrario, gli agenti hanno detto che non possono fare nulla e che noi, invece di creare problemi inutili, dovremmo ottenere i permessi legali per le nostre chiese”. Come cristiani, aggiunge in conclusione, “volevamo organizzare una giornata di protesta silenziosa per il 21 ottobre, ma ci è stato impedito”. La minoranza resta in attesa di una risposta da parte del ministro dell’Interno.

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