22/01/2018, 08.56
INDIA
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Tamil Nadu, pastore pentecostale trovato morto impiccato. Aveva ricevuto minacce

di Nirmala Carvalho

Il rev. Gideon Periyaswamy aveva 43 anni e guidava la chiesa di Maknayeem. Si era convertito 25 anni fa dall’induismo. In passato era stato molestato e umiliato. Gli indù “non erano contenti dell’aumento dei fedeli cristiani”.

Chennai (AsiaNews) – Un pastore cristiano pentecostale è stato trovato morto impiccato al tetto della sua casa in un villaggio del Tamil Nadu. Il rev. Gideon Periyaswamy aveva 43 anni e guidava la chiesa di Maknayeem, nel villaggio di Adayachery. La sua morte è avvolta nel mistero, e suscita apprensione il fatto che appena una settimana prima egli avesse sporto denuncia contro gruppi estremisti indù locali. Alcuni fedeli parlano già di omicidio e del tentativo di camuffare l’assassinio con il suicidio. Ad AsiaNews Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians, piange “la strana morte del pastore” e sottolinea le incongruenze che circondano la vicenda. Per questo, chiede “un’indagine completa, soprattutto alla luce delle minacce ricevute in passato”.

Il pastore è stato ritrovato appeso ad una corda il 20 gennaio. A rinvenire il corpo, intorno alle 5 di mattina, sono state Indira e Regina, due cristiane della comunità arrivate in chiesa per pulire la struttura. Le donne hanno riferito che il corpo del rev. Periyaswamy pendeva dal soffitto in maniera anomala, con le ginocchia piegate verso il pavimento. Inoltre quando la polizia ha sciolto il nodo attorno al collo, è stato rinvenuto un taglio sotto la gola, con un evidente coagulo di sangue.

Testimoni locali sostengono che la morte è da attribuire ai dissidi con gli estremisti locali, che lo umiliavano e molestavano da anni. “Ma lui – ricorda un fedele – ci diceva che dovevamo vivere in pace con i vicini e non creare motivi di dissidio”.

Il pastore si era convertito 25 anni fa dall’induismo e da 12 guidava la chiesa di Adayachery. Il rev. Reuben, un amico del defunto, riporta che “gli indù locali non erano contenti dell’aumento dei fedeli cristiani”. Nonostante le minacce di morte, il pastore ripeteva: “Io non ho problemi. Se il Signore me lo concede, morirò da martire per Cristo, ma il suo ministero non finirà”.

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