22/04/2009, 00.00
INDIA
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Tamil dell’India: nello Sri Lanka è in atto un genocidio

di Nirmala Carvalho
La popolazione dello Stato del Tamil Nadu accusa il governo di Colombo di carneficina ai danni della minoranza che abita nel nord dello Sri Lanka. Tra i tamil che vivono in India girano foto scioccanti di massacri di donne e bambini. Il 29 aprile manifesteranno davanti al parlamento di New Delhi per chiedere al governo di premere su Colombo per decretare il cessate il fuoco e la fine delle violenze sui civili.
Mumbai (AsiaNews) - “Nello Sri Lanka è in atto un genocidio”. Sono le parole di p. A. Santhanam, sacerdote indiano di origini tamil. Parlando con AsiaNews, il religioso gesuita afferma: “Centinaia di migliaia di innocenti tamil vengono massacrati dall’esercito e siamo profondamente angosciati dalle sofferenze inumane inflitte ai nostri fratelli e alle nostre sorelle dello Sri Lanka”.
 
La guerra nel nord dell’isola asiatica vista dall’India è un genocidio. Nello Stato del Tamil Nadu, abitato da una popolazione a forte maggioranza di etnia tamil, gli scontri tra l’esercito di Colombo e i ribelli del Liberation Tigers of Tamil Eelam (Ltte) sono considerati una carneficina perpetrata dai militari ai danni delle popolazioni del nord.
 
Tra gli abitanti del Tamil Nadu girano foto scioccanti: corpi di bambini amputati, cadaveri ammucchiati, donne sventrate e decapitate. Le cifre che si diffondono con il passa parola parlano di decine di morti ogni giorno tra i civili del nord dello Sri Lanka. “C’è grande angoscia tra i tamil di qui”, afferma p. Santhanam. “Siamo fratelli e sorelle, ci divide solo una striscia di mare dai tamil dello Sri Lanka, ma noi ci sentiamo una cosa sola con loro”.
 
Durante i 25 anni di guerra, nello Stato indiano hanno trovato rifugio quasi centomila profughi tamil dell’isola. Per aiutarli il Jesuit Refugee Services organizza corsi di educazione di base per i bambini e formazione e avviamento professionale per ragazzi e adulti.
 
P. Santhanam afferma che la comunità tamil dello Stato ha manifestato più volte presso il governo locale e quello nazionale chiedendo alle autorità indiane di far pressione su Colombo per un immediato cessate il fuoco. Mentre nello Sri Lanka è in atto uno scontro cruento tra esercito e Ltte, numerosi religiosi del Tamil Nadu hanno indetto per il 29 aprile una manifestazione di protesta davanti al parlamento di New Delhi per chiedere la fine della guerra e delle sofferenze dei civili nel nord dell’isola.
 
Il sacerdote gesuita ricorda che la comunità tamil dell’India da tempo chiede l’intervento internazionale per porre fine alla guerra: cortei, scioperi della fame e manifestazioni si sono svolti in diverse città anche nel mese di aprile. P. Santhanam dice però che l’ondata di iniziative a favore dei tamil dello Sri Lanka si è affievolita nel tempo perché se “qualcuno si esprime a favore del Tamil Eelam [uno stato indipendente per i tamil dello Sri Lanka, ndr.] rischia di venire schedato secondo il National Security Act (Nsa)”, che prevede la detenzione per chi è accusato di agire contro gli interessi e la sicurezza dell’India, o danneggiare le relazioni tra New Delhi e Paesi stranieri.
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