4 Agosto 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 22/09/2012
UZBEKISTAN - CINA
Tashkent dà il via all'esportazione di gas verso la Cina
L'accordo con Pechino è il primo passo per uscire dalla crisi economica e sfuggire dall'egemonia di Mosca, principale acquirente del gas uzbeko. Prevista la vendita nel 2015 di 25 miliardi di metri cubi di gas all'anno. Nel 2011 su 63 milioni di metri cubi estratti, solo 12 milioni sono stati destinati all'esportazione. L'ex repubblica sovietica contribuirà allo sviluppo del gasdotto dell'Asia centrale sponsorizzato dalla Cina.

Tashkent (AsiaNews/ Agenzie) - Per uscire dalla crisi economica e sfuggire al controllo di Mosca l'Uzbekistan dà il via all'esportazione di gas naturale verso la Cina. Firmato in agosto, l'accordo è stato rivelato solo lo scorso 12 settembre, durante la visita a Tashkent del vice-primo Ministro cinese Hui Liagyu. I rapporti fra i due Paesi erano iniziati nel giugno 2010 con la firma di un contratto intermedio che prevedeva l'esportazione di 10 miliardi di metri cubi di gas all'anno. Secondo il nuovo accordo l'Uzbekistan esporterà dai 2 ai 5 miliardi metri cubi  di combustibile nel 2012, quantità che aumenterà a 10 miliardi nel 2013 per stabilizzarsi sui 25 miliardi nel 2016.

L'ex repubblica sovietica è il principale produttore e consumatore di gas naturale dell'Asia centrale, ma le sue esportazioni sono molto limitate. Dei 63 miliardi i metri cubi di materiale estratti nel 2011, le aziende del settore ne hanno esportato solo 12 miliardi. A tutt'oggi il principale acquirente è la Russia, seguita da Kazakistan, Tajikistan e Kirghizistan.   

Le esportazioni con Pechino saranno effettuate attraverso il gasdotto che collega Asia Centrale e Cina che parte dal Turkmenistan e raggiunge il confine cinese attraverso Uzbekistan e Kazakistan. Esso ha una capacità annuale di 30 miliardi di metri cubi, ma le autorità cinesi prevedono di aumentare la quantità fino a 55 miliardi di metri cubi  entro il 2015. 

L'inizio delle esportazioni di gas verso la Cina permetterà all'Uzbekistan di diversificare le esportazioni del settore energetico e di acquisire nuovi clienti e frenare la crisi economica che affligge il Paese. L'accordo con Pechino consente alla repubblica ex-sovietica di sganciarsi dall'orbita di Mosca, che controlla i suoi ex Paesi satellite imponendo prezzi di favore sull'acquisto di materie prime e l'esclusiva sulle esportazioni. Nel 2009 la Russia ha contribuito alla grave crisi economica del Turkmenistan riducendo l'acquisto di gas.

I vantaggi per Pechino sono invece innumerevoli.  Allacciandosi al gasdotto cinese, Tashkent spingerà le altre repubbliche asiatiche a fare la stessa scelta, introducendo un alto livello di concorrenza nel settore, con un grande risparmio economico per la Cina. In questi anni il gigante asiatico è diventato uno dei principali partner del settore energetico dell'Asia centrale a causa della sua fame di energia e di materie prime per mantenere la crescita economica. Per contrastare l'egemonia di Mosca, Pechino ha contribuito alla costruzione di un enorme metanodotto che collegherà tutti i Paesi della regione, permettendo esportazioni in tutta l'Asia.

 

 

 

 

 

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
24/09/2011 UZBEKISTAN
Tashkent rispolvera metodi sovietici contro l’urbanizzazione
12/06/2009 RUSSIA
In crisi il ruolo leader della Gazprom nell’energia
29/10/2008 RUSSIA - CINA
Il greggio siberiano andrà in Cina
31/01/2008 UZBEKISTAN
Grande esportatore di gas, l’Uzbekistan tiene al freddo i suoi cittadini
14/05/2007 RUSSIA - ASIA CENTRALE
Putin rinsalda il controllo sull’energia dell’Asia centrale

In evidenza
CINA
Wenzhou, anche la Chiesa non ufficiale contro le demolizioni. La diocesi in digiuno
di Joseph YuanDopo la marcia del 90enne vescovo ufficiale mons. Vincent Zhu Weifang, il coadiutore mons. Peter Shao Zhumin e tutto il clero non ufficiale pubblicano una lettera aperta in cui chiedono di fermare la campagna di demolizione delle croci. Un appello ai cattolici “della Cina e del mondo intero” affinché si uniscano alla protesta, a sostegno della Chiesa cinese. Persino un vescovo illecito manifesta solidarietà con il clero del Zhejiang, contro gli atti del governo.
CINA
Wenzhou: Vescovo 90enne e 26 preti manifestano contro la demolizione delle croci
di Joseph YuanNon è la prima volta che l'anziano vescovo e i suoi sacerdoti si esprimono contro la campagna di demolizione di croci e chiese, che ha colpito oltre 400 edifici. La polizia ha cercato di disperderli e il gruppo ha presentato una petizione. La coroncina della Divina Misericordia a sostegno della Chiesa cinese. Entro il 31 agosto verranno abbattute le croci delle chiese nella zona di Lishui.
ISRAELE-IRAN
Dopo l’accordo sul nucleare, Israele dovrebbe diventare il miglior alleato dell’Iran
di Uri AvneryE’ la tesi del grande statista e pacifista Uri Avnery, leader del gruppo Gush Shalom, sostenitore della pace fra israeliani e palestinesi. Secondo Avnery, l’Iran desidera solo essere una potenza regionale e del mondo islamico, capace di commerciare con tutti, grazie alla sua raffinata e millenaria esperienza. Di fronte, rivolti al passato, vi sono le monarchie e gli emirati del Golfo. L’Iran può essere un ottimo alleato contro Daesh. Gli abbagli di Netanyahu e dei politici e media israeliani. (Traduzione dall’inglese di AsiaNews).

Dossier


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate