15/01/2020, 08.59
IRAN
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Teheran, quinto giorno di proteste (e primi arresti) per l’abbattimento dell’aereo ucraino

A scatenare l’ira dei cittadini le prime ammissioni di responsabilità delle autorità, dopo giorni di smentite. Un filmato mostrerebbe che sono due, non uno, i razzi lanciati dagli iraniani contro il velivolo. Rouhani: i colpevoli del “tragico evento” saranno puniti, il governo è “responsabile” verso le vittime. 

Teheran (AsiaNews/Agenzie) - In Iran si moltiplicano appelli e messaggi in rete e sui principali social, che invitano i cittadini a scendere - per il quinto giorno consecutivo - in piazza per protestare contro l’abbattimento dell’aereo di linea ucraino. A scatenare l’ira dei cittadini hanno contribuito anche le prime ammissioni di responsabilità da parte delle autorità, che confermano di aver abbattuto “per errore” il mezzo dopo giorni di smentite categoriche. 

“Stiamo venendo per le strade” si legge in un post diffuso in rete, che invita i cittadini di tutta la nazione a manifestare contro “un governo corrotto e di ladri”. Un altro messaggio chiama a raccolta la popolazione di Hamedan, perché scenda in piazza. In prima linea gli studenti universitari, mentre le autorità continuano a bollare video e immagini rilanciati in internet che mostrerebbero una repressione violenta delle dimostrazioni, compreso l’uso di proiettili e armi da fuoco.

L’incidente è avvenuto nella notte di massima tensione (8 gennaio) fra Repubblica islamica e Stati Uniti, allorché Teheran ha sferrato un attacco missilistico contro obiettivi Usa in Iraq in risposta all’uccisione del generale Qasem Soleimani, capo della Forza Qods. E secondo immagini verificate e rilanciate dal New York Times sarebbero stati due, e non uno, i razzi sparati - a 30 secondi l’uno dall’altro - dai militari iraniani contro il volo di linea. 

I razzi, riferisce il quotidiano Usa, sarebbero partiti da una base della Repubblica islamica distante circa 12 km dal velivolo. Questo nuovo video spiegherebbe inoltre perché il trasponder del mezzo ha smesso di funzionare prima di essere centrato dal secondo missile provocando così la morte di tutte e 17 le persone a bordo, in maggioranza cittadini iraniani e canadesi.

Intanto il governo iraniano ha ammesso le prime responsabilità e promesso che i responsabili della vicenda saranno assicurati alla giustizia. Ieri mattina si sono registrati i primi arresti, come confermato dal portavoce della magistratura a Teheran Gholamhossein Esmaili. “Vi sono state indagini approfondite - ha sottolineato - e alcune persone sono state arrestate”. Secondo la Bbc, fra i fermati vi è anche la persona che ha diffuso il primo video circolato nei giorni scorsi e che mostrerebbe l’aereo centrato da un razzo. 

Ieri, infine, è intervenuto anche il presidente iraniano Hassan Rouhani he in un intervento alla tv ha promesso di punire i colpevoli, aggiungendo che il “tragico evento” sarà indagato in maniera approfondita. “Si tratta - ha detto - di un errore imperdonabile e non vi può essere una sola persona responsabile” di quanto è avvenuto, aggiungendo che il governo “è responsabile verso la nazione iraniana e le altre nazioni che piangono le vittime dell’incidente”.

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