27 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 21/06/2010 12:29
IRAN
Teheran impicca il leader dei Jundullah: “Si è pentito”
Secondo i giornali iraniani, il leader dei ribelli sunniti Abdolamek Righi ha chiesto al suo gruppo di fermare la lotta armata. Ma è forte il sospetto che si tratti di un pentimento inventato dal regime.

Teheran (AsiaNews) – Le autorità iraniane hanno impiccato ieri, nel famigerato carcere di Evin, Abdolmalek Righi, il capo dei ribelli sunniti dei Jundallah, attivi nel sud-est dell’Iran. L’agenzia Isna, l’organo di stampa semi-ufficiale del regime islamico, riferisce che Righi è stato condannato a morte in base alla legge islamica come “nemico di Dio” e “corrotto sulla Terra” per essere stato riconosciuto colpevole di “79 atti criminali'”.

Il condannato - che aveva circa 30 anni ed era stato arrestato il 23 febbraio scorso - è stato riconosciuto colpevole di diversi crimini compresi attentati dinamitardi, omicidi, sequestri di persona e complicità con servizi segreti stranieri, in particolare quelli americani e israeliani. In passato le autorità di Teheran avevano accusato Righi di essere sostenuto da Usa, Gran Bretagna, Israele e Pakistan, accuse sempre respinte dai Paesi interessati.

Secondo le autorità di Teheran, che nella lotta ai ribelli sunniti possono contare anche sull’appoggio dell’opposizione, nei sette anni in cui Righi è stato a capo di Jundullah 154 persone sono rimaste uccise nelle azioni condotte dal gruppo e altre 320 ferite. Il processo a Righi si è svolto a porte chiuse e nessuna informazione è stata fornita sul procedimento. Nemmeno la condanna a morte era stata resa nota fino a ieri mattina.

I mezzi d’informazione iraniani scrivono che Righi ha incontrato il giorno prima dell’esecuzione le famiglie delle vittime degli attentati di Jundullah, alle quali ha chiesto perdono. Le stesse fonti riferiscono che il capo ribelle ha chiesto alle autorità giudiziarie la grazia, che gli è stata rifiutata. E alcuni congiunti delle vittime hanno assistito all’impiccagione. L’agenzia Isna aggiunge che, prima di morire, Righi avrebbe fatto appello al gruppo sunnita “perché non continui nei suoi errori”. È molto probabile che questo appello sia stato inventato da Teheran.

Abdolhamid Righi, fratello di Abdolmalek consegnato nel 2008 dal Pakistan all’Iran, era stato impiccato il 24 maggio scorso. Abdolmalek Righi era stato arrestato invece quattro mesi fa mentre si trovava a bordo di un aereo in volo da Dubai al Kirghizistan, che era stato fatto atterrare in territorio iraniano dalle forze aeree di Teheran.

I membri dei Jundullah fanno tutti parte dell’etnia dei baluci, che rappresenta una parte importante della popolazione della provincia del Sistan-Balucistan, a cavallo del confine fra Iran, Pakistan e Afghanistan. Inoltre sono tutti di confessione sunnita, in un Paese come l’Iran dove oltre il 90% della popolazione è sciita e dove il sistema di governo si basa sui precetti di questa confessione musulmana.

Il più grave attentato addebitato a Jundullah è quello compiuto il 18 ottobre del 2009 nella località di Pishin, dove l’esplosione di una bomba provocò oltre 40 morti tra i quali una quindicina di membri dei Pasdaran, i Guardiani della rivoluzione fedeli alla Guida Suprema Khamenei.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
07/07/2010 IRAN
Iran: la minoranza bahai nel mirino del regime iraniano
21/01/2010 IRAN
Khamenei e Ahmadinejad minacciano giornali e l’Onda verde: nessuna tolleranza
23/06/2010 PAKISTAN – IRAN – USA
Islamabad “sfida” gli Usa e compra gas dall’Iran
23/02/2010 IRAN
Teheran: arrestato un militante sunnita “legato ad al Qaeda”
14/07/2009 IRAN
Iran, impiccati in carcere 13 “ribelli sunniti”

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate