03/01/2004, 00.00
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Tensione in Gujarat per le minacce di "riconversione" all'induismo

Ahmedabad (AsiaNews/UCAN) – Le minacce da parte di un gruppo indù fondamentalista di riconvertire mille cristiani all'induismo la notte di Natale, non si sono avverate. Cristiani dello stato del Gujarat hanno smentito che vi sia stata alcuna riconversione, ma ammettono che le minacce diffondono paura e spavento.

Il gruppo VHP (Vishwa Hindu Parishad, Assemblea Mondiale dell'Induismo), ha lanciato da tempo una campagna contro le conversioni al cristianesimo.  La notte di Natale del '98 molti militanti del VHP hanno bastonato fedeli cristiani, bruciato bibbie, distrutto chiese nel distretto di Dangs, a circa 1500 km a sud-est di Delhi. Da allora, secondo Paresh Vasava un cristiano tribale (appartenenti di solito i fuori casta), la notte di Natale è divenuta "un tempo di paura crescente" per tutti i tribali della zona sud del Gujarat.  Paresh Vasava ha detto che prima di Natale si erano diffuse molte voci su delle adunane indù pianificate contro i cristiani, ma tutto è passato in modo tranquillo.

Vasava, che è stato pastore protestante per un breve periodo, ha detto che i cristiani tribali erano molto spaventati quando hanno sentito che il VHP aveva programmato un raduno per la riconversione la notte di Natale. L'incontro si doveva tenere nel Maharashtra, a Navapur, un villaggio tribale. Ma le autorità del Maharashtra non lo hanno permesso. E così, il segretario internazionale del VHP, Pravin Togadia ha deciso di trasferire  l'evento a Dalmatty, a 45 km da Ahwa, nel distretto di Dangs, nel Gujarat. Il Gujarat è governato dal Baratiya Janata Party (BJP), considerato il braccio politico del VHP e di altri gruppi fondamentalisti, che vogliono rendere l'India una nazione integralmente indù.

All'incontro, Togadia ha lanciato accuse contro i missionari cristiani che usano la forza per convertire i tribali e rendono l'India "la patria delle conversioni". In seguito, il segretario ha annunciato alla stampa che 1000 cristiani erano stati riconvertiti e che il compito del VHP non sarebbe finito finchè tutti gli Indiani non diverrano indù.

T.V. Gaikwad, capo della Chiesa del North India a Dangs, smentisce che vi siano state riconversioni . Egli afferma che la parata di Dalmatty serviva solo a creare tensione in preparazione alle elezioni parlamentari del 2004. Il VHP, ha detto Gaikwad, ha soltanto trascinato a forza "alcuni innocenti tribali e li ha dichiarati indù". I poveretti non sono stati nemmeno riportati nel loro villaggio. Gaikwad suggerisce che il VHP "invece di farsi pubblicità politica a basso costo", se davvero ha prove contro i missionari e le pretese conversioni  forzate, dovrebbe citare gli interessati in tribunale.

Il Gujarat ha una legge che impone fino a 3 anni di prigione e  multe fino a 100 mila rupie (circa 2.200 dollari USA) per chiunque converte un altro con la forza o con mezzi fraudolenti. Se il convertito è un minore, una donna, un tribale o un membro dei fuori casta, la prigione sale a 4 anni.

Secondo Gaikwad la maggior parte della gente di Dangs è cosciente che l'interesse dei militanti indù verso la regione si manifesta solo in prossimità delle elezioni.

 

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